Campi ancora al buio dopo la neve, Bertoni: «Tutelare servizi essenziali e sicurezza»

La recente nevicata sull’Alto Garda riaccende le polemiche a Campi, frazione montana di Riva del Garda, dove un nuovo blackout ha lasciato i residenti senza corrente elettrica per circa cinque ore. Un episodio che, secondo chi vive nella località, non rappresenta più un’eccezione ma una criticità ricorrente.
A rilanciare il malcontento è stato nelle ultime ore Angiolino Bertoni, presidente dell’Associazione tutela marroni e prodotti tipici di Campi, con un intervento pubblicato sul proprio profilo social: «Il territorio con i suoi tesori naturalistici e storici e i censiti che lo custodiscono vanno tutelati. Da anni assistiamo a progetti e promesse e non si muove una foglia».
Un richiamo diretto alle istituzioni, accompagnato da un appello chiaro: «Speriamo che almeno la sicurezza e i servizi essenziali vengano civilmente ripristinati».
Blackout e disagi quotidiani
L’ultimo episodio di interruzione elettrica è stato denunciato anche da una residente che parla di una situazione ormai insostenibile. Secondo quanto riferito, negli ultimi anni sarebbero bastati eventi meteorologici di modesta entità – una nevicata di circa dieci centimetri, piogge intense o temporali estivi – per provocare lunghi blackout. Da quando, un paio di anni fa, è stata rifatta la centralina di Pranzo, spiegano alcuni residenti, le interruzioni sarebbero diventate più frequenti.
Le conseguenze, in una zona montana, non si limitano ai disagi domestici. Oltre al mancato funzionamento della connettività telefonica e delle caldaie, emergono timori legati alla conservazione dei cibi e, soprattutto, alla salute delle persone più fragili. La preoccupazione maggiore per le persone anziane e i malati cronici, che dipendono da dispositivi elettromedicali alimentati dalla corrente elettrica. L’assenza di energia elettrica pregiudica la loro salute, afferma.
Il tema approda nel dibattito politico
Il caso Campi non riguarda solo la rete elettrica. La frazione è tornata al centro del confronto politico locale anche per altre questioni irrisolte, tra cui la viabilità, i trasporti e i servizi di base.
Proprio su questi aspetti l’associazione guidata da Bertoni aveva recentemente deciso di intervenire attraverso il percorso del bilancio partecipato, trasformandolo in uno strumento per elencare criticità e priorità del territorio.
Nel documento vengono segnalate strade comunali giudicate «strette e insicure», la carenza di parcheggi, l’assenza di servizi igienici pubblici e problemi di manutenzione. Tra le richieste figura anche il potenziamento del trasporto pubblico, con la proposta di estendere la linea autobus includendo Campi.
Non mancano poi i riferimenti al patrimonio storico e naturalistico della zona, che secondo l’associazione necessiterebbe di maggiori interventi di tutela e valorizzazione.
«Non chiediamo privilegi – ha ribadito Bertoni – ma interventi minimi e necessari per garantire sicurezza, dignità e qualità della vita».
Bilancio partecipato e limiti normativi
Nel suo recente intervento social, Bertoni ha però espresso dubbi sull’utilizzo del bilancio partecipato per affrontare problematiche di questa natura, richiamando il regolamento del bando. Un passaggio che riflette una preoccupazione più ampia: il rischio che strumenti pensati per progetti specifici vengano percepiti come unica risposta a criticità strutturali.
Sul territorio, intanto, resta forte la richiesta di interventi concreti e di una programmazione di lungo periodo. «La continuità dell’energia elettrica non è un lusso, ma un servizio essenziale», ribadiscono i residenti.
Dopo l’ennesimo blackout, a Campi il messaggio all’amministrazione comunale che emerge è netto: la sicurezza e i servizi fondamentali, in un’area montana, non possono dipendere dagli eventi meteorologici. (n.f.)










