Vecchie bombe e ordigni di guerra: a Riva una lezione di sicurezza con l’Esercito

Redazione05/11/20263min
Artificieri

A oltre ottant’anni dalla fine della Seconda guerra mondiale i residuati bellici inesplosi rappresentano ancora un pericolo concreto soprattutto in un territorio come quello trentino, segnato profondamente dai conflitti del Novecento. Oggetti che possono riaffiorare durante lavori di scavo, escursioni in montagna o semplici passeggiate e che, nonostante il tempo trascorso, possono conservare intatta la loro pericolosità.

 



 

Proprio per sensibilizzare la popolazione su questi rischi martedì 27 ottobre, nella Sala “Langer” di Riva del Garda, si è svolta una serata informativa con gli artificieri del 2° Reggimento Genio Guastatori Alpini dell’Esercito Italiano, specialisti EOD (Explosive Ordnance Disposal), addestrati alla gestione e alla neutralizzazione degli ordigni esplosivi.
L’incontro, organizzato in collaborazione con l’Istituto Comprensivo “Riva 1”, ha coinvolto insegnanti, personale scolastico e genitori degli alunni, offrendo l’occasione per approfondire un argomento spesso sottovalutato.
Dopo una breve presentazione della storia del Reggimento e delle attività svolte dagli artificieri, l’attenzione si è concentrata sui ritrovamenti di ordigni inesplosi nelle province di Trento e Bolzano. Un fenomeno tutt’altro che raro, considerando che numerose zone montane furono teatro di combattimenti, in particolare durante la Prima guerra mondiale.
Attraverso esempi concreti e riferimenti anche a recenti episodi di cronaca locale gli specialisti hanno spiegato come il pericolo maggiore derivi spesso dalla curiosità o dalla convinzione che un vecchio ordigno, magari arrugginito e apparentemente innocuo, non possa più esplodere.
Il messaggio degli artificieri è stato chiaro: qualsiasi residuato bellico deve essere considerato potenzialmente pericoloso. In caso di ritrovamento non bisogna mai toccarlo, spostarlo o tentare di recuperarlo. Occorre invece allontanarsi, evitare che altre persone si avvicinino e avvisare immediatamente le Forze dell’Ordine, che provvederanno ad attivare gli specialisti dell’Esercito.
La serata si è svolta in un clima di partecipazione, con numerose domande rivolte agli artificieri e spiegazioni accessibili anche ai non addetti ai lavori. Al termine dell’incontro è emerso l’auspicio di riproporre iniziative analoghe, anche direttamente nelle scuole, per diffondere una maggiore consapevolezza dei rischi e insegnare soprattutto ai più giovani i comportamenti corretti da adottare. Un’attività di prevenzione particolarmente importante in un territorio dove le tracce delle guerre del passato continuano, ancora oggi, a riaffiorare.