Variante di Torbole, Rinascita sfida Provincia e sindaco: «La soluzione C unisce l’Alto Garda»

Una circonvallazione attesa da oltre quarant’anni, milioni di euro da investire e una domanda che continua a dividere la politica dell’Alto Garda: quale tracciato libererà davvero Torbole dal traffico, senza trasferire disagi e criticità da una parte all’altra della Busa? Mentre la Provincia accelera il percorso verso la nuova infrastruttura, il confronto si riaccende a Nago-Torbole, dove il gruppo consiliare di minoranza Rinascita e Sviluppo torna a schierarsi apertamente per la soluzione C, con sbocco alla Maza, contestando la posizione del sindaco Gianni Morandi e chiedendo maggiore coinvolgimento del territorio.
La vicenda affonda le radici in una lunga stagione di progetti, rinvii e confronti tecnici. Il completamento della Loppio-Busa, con la galleria San Giovanni-Cretaccio, ha reso ancora più urgente individuare una soluzione capace di evitare che il traffico venga semplicemente spostato da Nago verso altre località.
Oggi il confronto riguarda soprattutto due ipotesi: la C, dalla Conca d’Oro alla Maza, e la D, con uscita al Linfano e nuovo attraversamento del Sarca. Quest’ultima è sostenuta dalla Provincia sulla base delle valutazioni tecniche ed economiche condotte, mentre la soluzione C ha raccolto il favore del Consiglio comunale di Arco e di numerose categorie economiche. Non manca però chi teme che un tracciato più lungo comporti costi maggiori e ulteriori ritardi.
Per il gruppo formato da Giovanni Johnny Perugini, Donatella Mazzoldi, Giovanni Di Lucia e Adriano Vivaldi, la priorità resta realizzare rapidamente l’opera, ma senza accettare un progetto giudicato insufficiente.
«La circonvallazione si farà, ma si deve fare bene: un tunnel da 150 milioni merita un progetto che non zoppichi», sostengono i consiglieri.
Le critiche riguardano innanzitutto il calendario. Le osservazioni alla consultazione preliminare ambientale scadono il 5 novembre, mentre per il 10 novembre è annunciata una Conferenza dei servizi. Cinque giorni che, secondo la minoranza, rischiano di non consentire un’adeguata valutazione dei contributi ricevuti. La conferenza rappresenta comunque un passaggio istruttorio, non necessariamente la decisione definitiva sul tracciato.
Particolarmente delicata la questione del cantiere. Rinascita e Sviluppo denuncia l’ipotesi di un campo base alla Conca d’Oro, vicino al Circolo Vela Torbole, per quattro o cinque stagioni turistiche. Secondo le proprie stime, il trasporto dei materiali di scavo potrebbe comportare da 60 a quasi 200 passaggi di mezzi pesanti al giorno. Numeri che richiedono una verifica tecnica, ma che sollevano interrogativi concreti sulla viabilità e sull’impatto turistico.
Nel mirino anche la progettazione della rotatoria alla Conca d’Oro, gli accessi alle Busatte e al Circolo Vela e l’effettiva copertura finanziaria delle mitigazioni ambientali.
Sul piano politico, la minoranza critica la disponibilità di Morandi a non opporsi alla soluzione D. Il sindaco, tuttavia, ha più volte richiamato l’esigenza di privilegiare un’opera finanziata e concretamente realizzabile, evitando nuovi rinvii.
Rinascita e Sviluppo annuncia osservazioni tecniche dettagliate entro il 5 novembre e una richiesta formale di assemblea pubblica, oltre all’organizzazione di una serata informativa.
La partita, dunque, resta aperta. E la vera sfida sarà conciliare tempi, costi e sostenibilità ambientale con una necessità condivisa: liberare Torbole dal traffico, senza compromettere il futuro dell’intero Alto Garda. (n.f.)










