Tour of the Alps, Piantoni: “Arco non è solo tappa, ma parte della storia di questa corsa”

Arco ha vissuto due giornate da protagonista con il recente passaggio del Tour of the Alps, ospitando prima l’arrivo di tappa e poi la successiva ripartenza della corsa. Un doppio appuntamento che, per il vicesindaco Marco Piantoni, conferma ancora una volta il ruolo centrale della città nel grande ciclismo alpino.
“Quest’anno la città ha vissuto due momenti chiave della corsa: arrivo di tappa e ripartenza, confermandosi ancora una volta cuore pulsante del grande ciclismo alpino”, sottolinea Piantoni. Un legame che, spiega, non nasce certo per caso.
Il 2026 rappresenta infatti un anno simbolico: si celebrano i 50 anni del Giro del Trentino e i 10 anni del Tour of the Alps, la sua evoluzione internazionale. “Proprio qui affondano le radici della corsa: il Giro del Trentino nasce infatti grazie all’organizzazione del G.S. Alto Garda di Arco, con la prima edizione a tappe nel 1979, e sin da subito il territorio è protagonista del percorso e della sua identità”.
Negli anni Arco è stata più volte sede di partenza e arrivo, arrivando anche a ospitare edizioni complete della gara. “Nel 1981, ad esempio, la corsa partì e si concluse proprio qui, segno di un legame profondo e strutturale con l’evento”, ricorda il vicesindaco.
Per Piantoni, ospitare oggi il Tour of the Alps significa anche rendere omaggio a chi questa corsa l’ha voluta e costruita negli anni, come Guido Amistadi di Caneve. “Aver scelto di ospitare in modo così significativo il Tour è anche il modo giusto per ricordare chi, con determinazione e visione, ha voluto e organizzato per decenni questa corsa. Non ho avuto il piacere di conoscerlo personalmente, ma dai racconti di chi lo ha vissuto emerge la figura di un uomo caparbio, capace di dedicarsi anima e corpo alla sua passione per il ciclismo”.
Da qui una riflessione che guarda al presente e al futuro: “Dal Giro del Trentino al Tour of the Alps, una gara che ha saputo crescere e diventare internazionale senza perdere il legame con le proprie origini. Due giorni di gara, un unico filo conduttore: Arco non è solo tappa, ma parte della storia di questa corsa”.
Il vicesindaco rivolge poi un ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita dell’evento. “Ho potuto seguire da vicino tutte le fasi organizzative e le due giornate di gara e posso dire che il merito della riuscita di questa manifestazione va non solo agli organizzatori, ma anche all’Ufficio Cultura, Turismo e Sport del Comune di Arco, agli operai del Cantiere comunale, alla Polizia Locale, all’APT, alle forze dell’ordine, ai giornalisti e alla collaborazione della cittadinanza arcense”.
Non manca il riferimento ai disagi inevitabili legati a manifestazioni di questa portata. “Traffico, parcheggi e trasporti pubblici hanno registrato alcune criticità, ma nel complesso sono rimaste contenute grazie a una programmazione attenta. Migliorabile? Senz’altro. Anche questa esperienza ci ha permesso di imparare e fare un passo avanti”.
Infine, Piantoni ribadisce la linea dell’amministrazione sul tema dell’impatto degli eventi: “L’obiettivo resta quello di tutelare la qualità della vita dei residenti”, attraverso tre direttrici: escludere eventi ad alto impatto ambientale e di traffico, investire sulla sostenibilità e collaborare con gli organizzatori per proporre manifestazioni sempre più inclusive.
“A chi ha vissuto disagi o non ha apprezzato l’evento, va il mio dispiacere e la piena disponibilità all’ascolto: il confronto è fondamentale per migliorare ancora”. (n.f.)












