Ex canonica di Pietramurata, il Pd attacca: “Dopo 25 anni ancora nessuna vera soluzione”

Venticinque anni di attese, risorse pubbliche investite e promesse rimaste sospese. Torna al centro del dibattito politico a Dro la vicenda dell’ex canonica di Pietramurata, con il Partito Democratico che punta il dito contro quello che definisce un lungo stallo amministrativo e una mancanza di visione sul futuro di un’area considerata strategica per il paese.
A intervenire è il capogruppo Pd Sergio Poli, che ricostruisce una vicenda iniziata nel 2001, quando il Comune di Dro impegnò oltre 325 mila euro per acquistare l’ex canonica e la particella fondiaria collegata.
Due anni dopo arrivò dalla Provincia autonoma di Trento un finanziamento da 1 milione e 150 mila euro per sostenere la riqualificazione dell’intera area. Nel 2006 il Comune affidò a ITEA la regia dell’intervento attraverso una convenzione che consentiva anche di utilizzare il contributo provinciale.
Nel 2007 Itea utilizzò quasi 490 mila euro di quel finanziamento per acquistare particelle fondiarie adiacenti all’ex canonica e, nel 2009, il Comune cedette gratuitamente alla stessa Itea anche l’immobile acquistato nel 2001, oltre ad altri beni immobili.
“Oggi – sostiene Poli – il Comune si ritrova ad aver speso ingenti risorse proprie e ceduto parte del patrimonio pubblico senza nulla in contropartita, mentre Itea è proprietaria di oltre 5 mila metri quadrati nel centro del paese senza aver investito risorse proprie”.
Il tema non è nuovo in consiglio comunale. Nel 2021 una mozione fu approvata all’unanimità impegnando l’amministrazione a trovare un accordo con Provincia e Itea. Nel febbraio 2024, durante un sopralluogo, l’assessore provinciale Mattia Marchiori e la sindaca Maria Stella Santoni avevano ribadito la volontà di arrivare a una soluzione “dignitosa e rispettosa per la comunità in tempi ragionevoli”.
Ma, secondo il Pd, da allora non sarebbero arrivati aggiornamenti concreti, nonostante una nuova mozione depositata a gennaio 2024 e approvata all’unanimità nel consiglio comunale dell’11 marzo dello stesso anno.
Anche durante la recente seduta itinerante della Giunta provinciale a Dro, venerdì 24 aprile, la questione sarebbe stata affrontata, ma senza novità sostanziali.
Secondo Poli, l’ipotesi che starebbe prendendo forma sarebbe quella di realizzare una palestra di tipo A. Una soluzione che il Pd giudica riduttiva.
“Se sarà questa la scelta finale – afferma – significherà che si è voluto chiudere l’iter a ogni costo, sacrificando la possibilità di valorizzare davvero l’area con una visione lungimirante”.
Il nodo politico più delicato riguarda il futuro della scuola primaria di Pietramurata. Per il Pd, senza un progetto forte e strutturale, il rischio concreto è che il plesso scolastico venga chiuso nel medio termine, anche a causa della denatalità, a vantaggio della scuola di Sarche.
“Pietramurata rischia di diventare il paese più popoloso del Trentino senza una scuola primaria”, avverte Poli.
Per il Partito Democratico, l’area ex canonica rappresenta uno spartiacque tra rilancio e declino del paese. Per questo la richiesta alla politica è chiara: non una soluzione tampone, ma un progetto capace di garantire servizi essenziali e una prospettiva di lungo periodo.
“Una scelta diversa – conclude il capogruppo – sarebbe un errore imperdonabile e la prova di una scarsa consapevolezza del valore che la scuola rappresenta per una comunità”. (n.f.)










