Tenno, nuove regole per i fuochi agricoli: periodi, orari e obblighi

Nel cuore dell’Alto Garda, tra uliveti terrazzati e borghi in pietra, il Comune di Tenno aggiorna le regole su una pratica antica quanto il territorio: l’abbruciamento delle ramaglie. Una consuetudine legata alla gestione agricola e alla cura del paesaggio, oggi sempre più regolamentata per rispondere a esigenze ambientali e di sicurezza.
Con l’ordinanza n. 15/2026 del 31 marzo, l’amministrazione comunale ha introdotto nuove disposizioni per la combustione degli scarti vegetali di origine agricola. L’obiettivo è chiaro: ridurre i rischi e tutelare la qualità dell’aria, soprattutto in un’area che richiama residenti e turisti per la sua bellezza.
Le nuove regole stabiliscono periodi ben precisi. Sarà possibile bruciare le ramaglie dal 1° aprile al 31 maggio e dal 15 settembre al 31 ottobre. Stop invece nei mesi estivi e invernali, quando le condizioni climatiche rendono più pericolosa questa pratica o ne amplificano l’impatto ambientale.
L’attività è consentita solo tra le 7 e le 18. Deve avvenire esclusivamente nel luogo di produzione dei residui vegetali, lontano dai centri abitati e a distanza di sicurezza da edifici e aree boschive. Non solo: chi intende procedere dovrà presentare una richiesta al Comune almeno tre giorni prima, utilizzando l’apposito modulo.
Restano alcune prescrizioni fondamentali. È vietato accendere fuochi in presenza di vento o condizioni di pericolo. Il fuoco deve essere sempre sorvegliato. E soprattutto, si possono bruciare solo scarti vegetali, senza alcun altro materiale.
Per chi non rispetta le regole sono previste sanzioni.
Tenno, con il suo lago turchese e il borgo medievale di Canale inserito tra i più belli d’Italia, è da sempre un territorio modellato dall’equilibrio tra uomo e natura. I terrazzamenti, i campi coltivati e i boschi raccontano una storia fatta di lavoro e rispetto.
Oggi, queste nuove norme si inseriscono proprio in questa tradizione.
Piccoli gesti quotidiani, come una corretta gestione delle ramaglie, diventano parte di una responsabilità collettiva. Per preservare un paesaggio fragile e prezioso, e garantire sicurezza e qualità della vita a chi lo abita e a chi lo visita.
(n.f.)










