Sicurezza nelle frazioni di Riva, da Campi la proposta: «Controllo del Vicinato con Comune e Polizia Locale»

Redazione06/11/20265min
campi controllo di vicinato

La sicurezza comincia dalla porta accanto. Da un vicino che si accorge di qualcosa di insolito, da una telefonata fatta al momento giusto, dalla consapevolezza che anche nei paesi più piccoli nessuno dovrebbe sentirsi abbandonato. È da questa semplice convinzione che nasce l’appello lanciato da Angiolino Bertoni, che attraverso i social invita gli abitanti di Campi a unirsi per dare vita a un gruppo ufficiale di Controllo del Vicinato. Una proposta che arriva sull’onda delle preoccupazioni suscitate dai recenti episodi di cronaca e che punta a trasformare la paura in partecipazione. «Quello che è successo nei giorni scorsi ci ha colpiti tutti profondamente. Non possiamo e non dobbiamo far finta di nulla», scrive Bertoni, chiamando a raccolta i residenti della piccola frazione montana di Riva del Garda, al confine con il territorio di Tenno.

 



 

Campi è una comunità particolare, dove i legami tra le persone rappresentano ancora un patrimonio prezioso. Ma la sua posizione geografica, lontana dal centro cittadino e dalle sedi delle forze dell’ordine, costituisce anche un elemento di vulnerabilità. A questo si aggiunge la presenza di numerosi anziani, particolarmente esposti ai tentativi di truffa e ai raggiri organizzati da malintenzionati. «La nostra frazione è un posto splendido in cui vivere, ma le nostre caratteristiche ci rendono più vulnerabili», osserva Bertoni, sottolineando come la distanza possa comportare tempi di intervento più lunghi in caso di emergenza.
Un timore che trova una drammatica cornice nei fatti avvenuti martedì 3 novembre nell’Alto Garda, quando i carabinieri della Compagnia di Riva del Garda hanno arrestato un uomo e una donna, accusati di truffa aggravata, rapina impropria e lesioni personali ai danni di un’anziana. La vittima, raggirata da un falso carabiniere e successivamente aggredita da una donna presentatasi come incaricata della Procura, era stata privata di 22 gioielli in oro, per un valore superiore ai 24mila euro.
Determinante, in quella circostanza, era stata proprio la segnalazione di una vicina di casa, che aveva immediatamente chiamato il 112. I militari erano intervenuti in meno di tre minuti, bloccando i due sospettati e recuperando l’intera refurtiva. Un episodio che dimostra concretamente quanto l’attenzione dei cittadini possa affiancare, senza sostituirla, l’azione delle forze dell’ordine.
Ed è proprio questo lo spirito dell’iniziativa proposta a Campi.
«Non parliamo di ronde o di esporci a pericoli», precisa Bertoni. L’intenzione è costruire una rete organizzata di residenti, capace di praticare quella che viene definita osservazione qualificata: prestare attenzione a situazioni anomale, segnalare tempestivamente eventuali movimenti sospetti e mantenere un collegamento costante con le istituzioni.
Il progetto dovrebbe nascere in stretta collaborazione con il Comune di Riva del Garda e la Polizia Locale Alto Garda e Ledro, attraverso modalità operative condivise e riconosciute. Tra gli elementi auspicati figurano anche i cartelli ufficiali di Controllo del Vicinato agli ingressi della frazione, pensati come deterrente e segnale visibile della presenza di una comunità attenta.
Per il momento si tratta di una proposta da costruire, non di un servizio già attivato. Il primo passo sarà raccogliere le adesioni e verificare quanti residenti siano disponibili a partecipare. Se l’interesse sarà sufficiente, verrà organizzata un’assemblea pubblica, invitando anche rappresentanti della Polizia Locale per illustrare le procedure e valutare concretamente l’avvio del progetto.
Nessuna iniziativa personale contro persone sospette, dunque, ma informazione, prevenzione, collaborazione e rispetto delle competenze delle forze dell’ordine.
L’appello di Campi solleva anche una questione più ampia, che riguarda molte frazioni montane dell’Alto Garda: come garantire sicurezza e tranquillità alle comunità più distanti dai principali centri abitati, soprattutto quando una parte significativa della popolazione è anziana?
La risposta non può essere affidata soltanto alla tecnologia o ai controlli delle pattuglie. Passa anche dalla capacità di ricostruire quei rapporti di prossimità che per generazioni hanno rappresentato una delle principali risorse dei piccoli paesi.
Perché, in fondo, il messaggio che parte da Campi è semplice e concreto: la sicurezza è un diritto, ma prendersi cura gli uni degli altri è anche una responsabilità collettiva.
E qualche volta, per fare la differenza, basta un vicino che non si volta dall’altra parte. (n.f.)