«Più forti della violenza»: a Riva del Garda la testimonianza di Gino Cecchettin

Redazione30/03/20264min
gino cecchetin


 

C’è un dolore che non si può raccontare fino in fondo, ma che può trasformarsi in impegno, voce, responsabilità collettiva. È da qui che nasce l’incontro pubblico “Più forti della violenza”, in programma lunedì 13 aprile al Palazzo dei Congressi di Riva del Garda, con protagonista Gino Cecchettin.
La vicenda della figlia Giulia, uccisa l’11 novembre 2023 a Fossò, vicino a Padova, ha segnato profondamente l’Italia intera. Un femminicidio che ha scosso coscienze e acceso un dibattito urgente e necessario. Da quella ferita, Cecchettin ha scelto però di costruire qualcosa: insieme ai figli Elena e Davide ha dato vita alla Fondazione Giulia Cecchettin, con l’obiettivo di trasformare il ricordo in azione concreta.
L’appuntamento gardesano si inserisce nel calendario “Non solo di marzo”, promosso dal Tavolo intercomunale contro la violenza di genere Alto Garda e Ledro, in collaborazione con la Comunità Alto Garda e Ledro e il Coordinamento teatrale trentino. Un percorso che va oltre la simbolica ricorrenza dell’8 marzo, per diventare riflessione continua e condivisa.
A organizzare l’evento è la società Pallavolo C9 Arco-Riva, realtà sportiva tra le più importanti del Trentino, con oltre 200 atleti e più di 400 giovani coinvolti considerando il minivolley. Un mondo fatto di crescita, allenamento e relazioni, che ha scelto di interrogarsi anche sul proprio ruolo educativo.

 

 

Da questa consapevolezza nasce il progetto “She Leads”, dedicato all’equità di genere nello sport. «La violenza contro la donna è un fallimento di tutta la società», sottolinea Luisa Malpaga per Pallavolo C9. «Abbiamo sentito il bisogno di chiederci cosa potessimo fare, concretamente, per contribuire a un cambiamento culturale sempre più urgente».
Educare al rispetto diventa allora una pratica quotidiana: contrastare il body shaming, promuovere l’equità, riconoscere e combattere le discriminazioni. Lo sport, in questo senso, si rivela terreno fertile, capace di incidere sulle nuove generazioni ben oltre il campo di gioco.
Durante la serata, Gino Cecchettin dialogherà con Alessia Tuselli, sociologa ed ex pallavolista, oggi ricercatrice all’Università di Trento e membro del Centro studi interdisciplinari di genere. Un confronto che si preannuncia intenso, capace di intrecciare esperienza personale, analisi sociale e prospettive educative.
«Giulia credeva nell’ascolto, nella gentilezza e nel rispetto reciproco», ricordano i familiari. Parole semplici, ma oggi più che mai necessarie. La Fondazione porta avanti questo messaggio attraverso percorsi nelle scuole e nelle università, attività di sensibilizzazione e sostegno concreto.
L’incontro è rivolto in particolare alle associazioni sportive del territorio, ma aperto a tutta la cittadinanza (con prenotazione). Un invito a partecipare, ad ascoltare, ma soprattutto a non restare indifferenti.
Perché il cambiamento culturale, quello vero, passa anche da qui: da una sala piena, da una storia condivisa, da una comunità che sceglie di essere, insieme, più forte della violenza. (n.f.)