Parcheggio a Caneve di Arco, dietrofront del Comune sul sopraelevato?

Sei giorni dopo il voto in Consiglio Comunale che ha confermato il parcheggio sopraelevato di Caneve, il vicesindaco di Arco Marco Piantoni scrive alle minoranze e ai Comitati di partecipazione chiedendo documentazione sulle soluzioni interrate. Una richiesta che scatena la reazione di Nicola Cattoi, consigliere di Campobase.
Prima si respingono le richieste di approfondire le alternative. Sei giorni dopo si chiedono proprio gli studi sulle alternative. È questa la sequenza che riaccende il confronto politico sul parcheggio «Alla Sarca» di Caneve, ad Arco, dove una lettera firmata dal vicesindaco Marco Piantoni ha provocato la dura reazione di Nicola Cattoi, ex assessore e oggi consigliere comunale di opposizione per Campobase.
Il documento, protocollato il 3 novembre 2026, è stato trasmesso per posta elettronica certificata ai consiglieri di minoranza e successivamente ai Comitati di partecipazione della città.
Piantoni spiega che l’Amministrazione ha appreso dalla stampa dell’esistenza di possibili soluzioni alternative al parcheggio sopraelevato accompagnate, in alcuni casi, da elaborati progettuali e valutazioni tecniche ed economiche.
Da qui la richiesta di far pervenire eventuali progetti della soluzione interrata e valutazioni geologiche, anche parziali, possibilmente entro il 9 novembre. «L’Amministrazione intende continuare a seguire con attenzione il progetto e a considerare ogni elemento utile a individuare la soluzione più adeguata per la nostra comunità», scrive Piantoni.
La documentazione, precisa il vicesindaco, sarà esaminata dagli uffici tecnici. Sono inoltre annunciati incontri pubblici per illustrare il progetto alla cittadinanza.
Conciglio Comunale, dieci ordini del giorno respinti
La lettera arriva dopo la combattuta seduta consiliare del 28 ottobre conclusa con 13 voti favorevoli e sette contrari all’approvazione del Documento di indirizzo alla progettazione (DIP).
La maggioranza della sindaca Arianna Fiorio ha fortemente sostenuto in quella sede il parcheggio sopraelevato, un investimento previsto di circa 6,6 milioni di euro, con 245 posti auto, otto stalli per autobus e spazi per camper e biciclette.Durante la seduta erano stati respinti tutti e dieci gli ordini del giorno delle minoranze. Campobase e Partito Democratico avevano chiesto di approfondire l’ipotesi interrata o semi-interrata, mentre altre opposizioni avevano contestato la mancata comparazione di determinate alternative nel DOCFAP.
Piantoni, sempre in Consiglio Comunale, aveva difeso l’indirizzo progettuale richiamando i maggiori costi ipotizzati per l’interrato, le criticità geologiche, la vicinanza del Sarca e i possibili problemi legati alla falda.
È proprio la successione degli eventi a provocare la reazione del consigliere di Campobase. «Vicesindaco Piantoni, ma ci sta prendendo in giro?», esordisce Cattoi in un intervento pubblico.
«In Consiglio duri e puri, si respinge ogni proposta e si rivendicano le proprie scelte. Poi, alcuni giorni dopo, si chiedono documenti, studi e collaborazione proprio a chi non si è voluto ascoltare».
Il consigliere pone una serie di interrogativi: «Ma se avevate già tutte queste certezze per escluderla, cosa è cambiato? E soprattutto, per farne cosa?».
Cattoi chiede se la Giunta intenda rivedere il DOCFAP e gli indirizzi approvati, commissionare nuovi approfondimenti oppure acquisire documentazione senza riaprire concretamente il confronto.
Rivendica inoltre il lavoro svolto dalle opposizioni: «Campobase ha fatto il proprio lavoro: ha proposto, approfondito e presentato pubblicamente un’alternativa. Ma non siamo l’ufficio progettazione della Giunta».
Una richiesta di documenti non equivale a un ripensamento
La distinzione è fondamentale. Nella lettera del 3 novembre Piantoni non annuncia alcuna sospensione del progetto sopraelevato, né una revisione delle decisioni già assunte. Chiede invece di acquisire materiale tecnico esistente, con il consenso degli autori, affinché gli uffici possano esaminarlo.
Un’iniziativa che può rientrare nella volontà di approfondire il confronto con il territorio, senza necessariamente modificare l’indirizzo politico dell’amministrazione.
(n.f.)










