“Non è solo nebbia”: l’allarme del vicesindaco Piantoni sulla qualità dell’aria

Redazione05/01/20267min
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A prima vista può sembrare un fenomeno naturale, quasi innocuo. Una coltre lattiginosa che avvolge il paesaggio invernale, confondendo orizzonti e profili. Ma quella che molti chiamano semplicemente “nebbia”, in realtà, è spesso qualcosa di ben diverso. A ricordarlo è Marco Piantoni, vicesindaco di Arco, che in un intervento pubblico ha riportato l’attenzione su una delle emergenze ambientali più persistenti e sottovalutate: l’inquinamento atmosferico in condizioni di ristagno.
«È solo nebbia? No, è l’aerosol di inquinanti emessi dalle nostre attività, in una pianura poco arieggiata in questo momento», scrive Piantoni, richiamando un concetto ben noto alla comunità scientifica: in assenza di ventilazione e con fenomeni di inversione termica, le sostanze inquinanti prodotte da traffico, riscaldamenti e attività antropiche tendono ad accumularsi negli strati più bassi dell’atmosfera, diventando invisibili ma non per questo meno dannose.

 

 

Territorio e circolazione dell’aria: il ruolo della geografia
Nel suo intervento, Piantoni sottolinea come la qualità dell’aria sia fortemente influenzata dalla conformazione del territorio. «È interessante notare l’effetto barriera delle Prealpi Lombarde e l’effetto corridoio del Lago di Garda e della Valle dell’Adige», osserva, facendo riferimento a dinamiche fisiche che condizionano la distribuzione degli inquinanti. Le montagne possono ostacolare la dispersione delle masse d’aria, mentre vallate e bacini lacustri possono agire da canali di risalita o accumulo. Un fenomeno che spiega perché, anche in spazi geografici ridotti, la qualità dell’aria possa variare in modo significativo.

Arco e Riva più esposte, Dro marginalmente coinvolta
Secondo quanto evidenziato dallo stesso Piantoni attraverso osservazioni dirette e documentate, in queste fasi l’inquinamento atmosferico interessa in modo più marcato Riva del Garda e Arco, mentre tende a fermarsi prima di raggiungere in maniera significativa Dro. «Sul nostro territorio l’inquinamento arriva a Riva e Arco, poi, come succede spesso, si ferma e interessa marginalmente Dro», scrive, mettendo in luce come la percezione del problema possa cambiare radicalmente da una zona all’altra.

Sport e salute: quando è meglio fermarsi
Le conseguenze di queste condizioni non sono soltanto teoriche. «A Riva e Arco, in queste fasi, sono sconsigliate le attività sportive all’aperto per la scarsa qualità dell’aria, soprattutto per chi soffre di problemi respiratori o è più fragile», avverte Piantoni, richiamando indicazioni presenti su numerosi siti di previsione meteo e di monitoraggio ambientale.
Dal punto di vista medico-scientifico, l’esposizione al particolato fine (PM10 e PM2,5) è associata a un aumento del rischio di patologie respiratorie e cardiovascolari, con effetti più gravi sulle persone anziane, sui bambini e su chi soffre di malattie croniche.

Un allarme supportato dai dati scientifici
«Ricordiamoci che non è solo una questione fastidiosa», sottolinea Piantoni, ricordando che «ogni anno in Italia il numero di decessi per questo tipo di inquinanti varia tra i 50 mila e gli 80 mila», secondo i dati dell’Agenzia Europea per l’Ambiente. Numeri che collocano l’inquinamento atmosferico tra le principali cause di mortalità evitabile nel nostro Paese.
Eppure, osserva con amarezza il vicesindaco, «sembra che vada bene così, a tutti, e che gli italiani siano gente che non si preoccupa facilmente», come se la gravità del problema faticasse a tradursi in una reale presa di coscienza collettiva.

Una sensibilità ambientale costruita nel tempo
Le parole di Piantoni si inseriscono in un percorso di lungo periodo, maturato ben prima dell’attuale ruolo amministrativo. Dal 2013 al 2019 ha partecipato, come incaricato della SAT di Arco, ai tavoli di lavoro di Garda Trentino, occupandosi di gestione sostenibile delle attività outdoor. Dal 2021 è membro della Commissione Scuole e Prevenzione della SAT e tra il 2016 e il 2017 ha fatto parte della Commissione Climbing del Comune di Arco.
Nel 2019 ha partecipato agli Stati Generali della Montagna come delegato dell’area Alto Garda e Ledro per l’ambito Paesaggio, Ambiente e Territorio, mentre dal 2020 è membro della Commissione consultiva per la gestione del patrimonio forestale del Comune di Arco. Dal 2022 è portavoce di Europa Verde Alto Garda e Ledro e membro del Consiglio federale provinciale del partito.
Un impegno che affonda le radici in una frequentazione trentennale della montagna e del territorio. Una frequentazione che, come lui stesso ha più volte evidenziato, ha permesso di osservare un cambiamento profondo del paesaggio, sempre più segnato da consumo di suolo, infrastrutture invasive e uso non sostenibile delle risorse.

Un problema invisibile, ma strutturale

L’inquinamento dell’aria non produce immagini eclatanti, non ha l’immediatezza di altre emergenze, ma incide in modo silenzioso e costante sulla salute e sull’ambiente. Per questo, come emerge dalle parole e dal percorso di Marco Piantoni, non può essere trattato come un fastidio stagionale, ma come una questione strutturale, che chiama in causa modelli di sviluppo, scelte locali e responsabilità collettive.
Non è solo nebbia. È il segnale di un equilibrio compromesso, che richiede consapevolezza, conoscenza scientifica e scelte politiche capaci di guardare oltre l’immediato.

(n.f.)