“Mi racconto in uno scatto”: alle Scuole di Dro la fotografia è crescita e inclusione

Redazione03/07/20265min
FOTOGRAMMA SCUOLE DRO 2026 06 (1)

 

Non solo un laboratorio di fotografia, ma un percorso educativo capace di accompagnare i bambini alla scoperta di sé stessi, delle proprie emozioni e del valore dello sguardo sull’altro. È questo il significato di “Mi racconto in uno scatto”, il progetto realizzato alla scuola primaria “Fabrizio De André” di Dro dagli alunni della classe quinta, grazie alla collaborazione con l’associazione Il Fotogramma.
L’iniziativa, condotta dai soci volontari Sonia Calzá, Adriana Tavernini e Marco Vecchi, ha coinvolto gli studenti per diversi mesi trasformando la fotografia in un linguaggio capace di raccontare identità, passioni e sogni.
La serata conclusiva, con l’inaugurazione della mostra fotografica, è stata il momento in cui bambini, insegnanti e famiglie hanno condiviso il percorso svolto dando voce a un’esperienza che ha lasciato un segno profondo nella comunità scolastica.
Le insegnanti hanno raccontato come il progetto sia stato accolto con entusiasmo fin dalla proposta arrivata lo scorso ottobre. Pur essendo ormai una tradizione per molte classi quinte dell’istituto, per alcune docenti rappresentava la prima occasione di viverlo in prima persona.

 

«I bambini hanno imparato non solo a osservare ciò che li circonda, ma soprattutto a guardarsi dentro e a guardare gli altri con occhi diversi», hanno spiegato le maestre durante la presentazione della mostra. Un percorso che, attraverso attività in classe e laboratori fotografici, ha favorito la riflessione sulle emozioni, sulle qualità personali e sull’importanza dell’unicità di ciascuno.
Ogni fotografia è così diventata qualcosa di più di una semplice immagine: un frammento di storia personale, un modo per esprimere ciò che spesso le parole non riescono a raccontare.
Il progetto ha alternato momenti di scoperta tecnica e riflessione personale. I bambini hanno conosciuto le origini della fotografia, imparato il funzionamento della macchina fotografica e costruito un foro stenopeico, sperimentando direttamente uno dei principi fondamentali della fotografia. Successivamente hanno realizzato ritratti dei compagni e autoritratti, cercando di raccontare passioni, hobby, emozioni e desideri.
Accanto alle immagini il lavoro è proseguito anche in aula con testi, disegni e descrizioni di sé componendo un racconto collettivo che ha dato il titolo alla mostra: “Mi racconto in uno scatto”.

 

 

Nel loro intervento finale, gli stessi alunni hanno spiegato il valore dell’esperienza: «Abbiamo capito che una fotografia non serve solo a catturare un’immagine: può raccontare una persona, la sua storia e il suo modo di vedere il mondo».
Parole semplici che sintetizzano il senso più autentico del progetto: utilizzare la cultura fotografica come strumento educativo, capace di sviluppare creatività, capacità di osservazione, consapevolezza di sé ed empatia.
In un’epoca in cui i ragazzi sono continuamente circondati da immagini veloci e spesso superficiali, iniziative come questa restituiscono alla fotografia il suo significato più profondo: quello di fermare un momento, ma soprattutto di raccontare una persona.
La mostra conclusiva non rappresenta soltanto il risultato di un laboratorio scolastico, ma il racconto di un percorso di crescita condiviso, nel quale scuola, volontari e famiglie hanno costruito insieme uno spazio di ascolto, espressione e relazione. Un patrimonio di esperienze che accompagnerà questi bambini anche nel loro passaggio alla scuola secondaria, lasciando in ciascuno il ricordo di un anno scolastico vissuto guardando il mondo — e sé stessi — con occhi nuovi.