Loppio-Busa, il Comitato Mobilità Sostenibile boccia il tunnel: «La vera alternativa è il treno»

Non bastano nuove strade per risolvere i problemi del traffico nell’Alto Garda. Anzi, secondo il Comitato Mobilità Sostenibile Trentino, l’apertura della Loppio-Busa rischia di aggravare la congestione, spostando le code verso Arco. Nel mirino il nodo tra via Sant’Isidoro e via Santa Caterina. La proposta: parcheggi di attestamento, zone a traffico limitato e, soprattutto, il collegamento ferroviario Rovereto-Lago di Garda.
Una galleria può accorciare le distanze, ma non necessariamente eliminare le code. È da questa considerazione che parte il nuovo intervento del Comitato Mobilità Sostenibile Trentino, che torna a contestare l’efficacia della Loppio-Busa e, più in generale, una politica infrastrutturale giudicata ancora troppo concentrata sul trasporto privato.
«L’apertura del tunnel Loppio-Busa e il completamento delle unità funzionali per il suo accesso non porterà alcun beneficio alla mobilità e viabilità dell’Alto Garda», sostiene il Comitato. Una previsione netta, che individua nel collegamento tra via Sant’Isidoro e via Santa Caterina il futuro collo di bottiglia della circolazione.
Secondo l’associazione, una maggiore facilità di accesso alla Busa potrebbe richiamare ulteriori automobili, destinandole a rimanere intrappolate nella rete stradale urbana.
La critica arriva mentre il territorio è impegnato nella scelta del tracciato della Variante di Torbole, opera destinata a completare il sistema viabilistico collegato alla Loppio-Busa. Dopo anni di discussioni, il confronto si è riaperto tra le soluzioni con uscita al Linfano e quelle orientate verso la Maza.
Il Consiglio comunale di Arco ha espresso la preferenza per la soluzione C1, indicando la C2 in subordine. La Provincia sta esaminando cinque alternative progettuali, mentre il 6 novembre è prevista a Nago-Torbole un’assemblea pubblica nell’ambito della consultazione preliminare ambientale.
Il Comitato, tuttavia, sposta il ragionamento oltre la scelta del tracciato. «Troviamo stucchevole questo dibattito sull’allargare le strade per far passare più auto e mezzi pesanti», afferma, criticando la convinzione che la nuova infrastruttura possa rappresentare la soluzione definitiva ai problemi della viabilità.
Le alternative indicate sono precise: parcheggi di attestamento ai margini dei centri abitati e ampliamento delle ZTL ad Arco e Riva del Garda, per ridurre nel breve periodo la pressione automobilistica.
Sul medio-lungo termine torna invece una proposta “storica”: la ferrovia Rovereto-Mori-Arco-Riva del Garda. Un collegamento già oggetto di studi e accordi tra Provincia e Rete Ferroviaria Italiana, considerato strategico anche nei documenti di programmazione provinciale. Ma il Comitato denuncia un dato particolarmente significativo: «Al momento ci sono zero euro di finanziamento per la progettazione e realizzazione». Una dichiarazione che pone nuovamente al centro il problema delle risorse effettivamente disponibili per trasformare il progetto ferroviario in un’opera concreta.
Due visioni differenti, dunque. Da una parte nuove infrastrutture stradali per migliorare gli accessi al Garda. Dall’altra la richiesta di ridurre strutturalmente il numero dei veicoli.
Perché, secondo il Comitato, il problema non è soltanto come arrivare più velocemente nella Busa, ma come evitare di rimanervi imbottigliati. (n.f.)










