Liceo Maffei, i docenti chiedono certezze: «Scuola divisa in cinque sedi, serve chiarezza sul cantiere»

Non è più soltanto un cantiere fermo. È una scuola frammentata, dispersa in cinque sedi, con oltre mille studenti costretti a convivere ogni giorno con spostamenti, difficoltà organizzative e la sensazione di non sapere quando tutto questo finirà. Alla vigilia del nuovo anno scolastico, una cinquantina di docenti del Liceo Andrea Maffei rompe il silenzio e chiede alle istituzioni provinciali e locali risposte precise sul futuro del grande intervento di ampliamento e riqualificazione del plesso rivano.
Il messaggio arriva dopo il primo Collegio docenti di settembre. Gli insegnanti parlano apertamente di «incertezza e preoccupazione» per un anno scolastico che si annuncia particolarmente complesso.
Da circa un anno il grande cantiere, un investimento vicino ai 30 milioni di euro, è sostanzialmente fermo dopo la crisi dell’impresa Manelli. Nel frattempo la scuola ha dovuto adattarsi. Alle sedi dell’ex ospedale e del Conservatorio si è aggiunta ora anche la Miralago, dove troveranno posto altre quattro classi.
In totale le attività dovranno essere coordinate tra cinque plessi diversi.
«Non è solo un problema logistico»
Il disagio, spiegano i docenti, va ben oltre gli spostamenti. «La frammentazione della scuola incide inevitabilmente sulla quotidianità degli studenti, sulle possibilità di incontro e di condivisione degli spazi e sul senso di appartenenza a una comunità scolastica». A pesare sono anche la mancanza di alcuni laboratori, gli spostamenti frequenti di insegnanti e studenti e una macchina organizzativa sempre più complessa per personale Ata, segreteria e docenti.
Il Maffei conta per l’anno scolastico 2026-2027 più di mille studenti, 59 classi, circa 140 insegnanti e sei indirizzi liceali. Numeri che restituiscono la dimensione di una scuola centrale per tutto l’Alto Garda.
La richiesta: un incontro pubblico
Dirigente scolastica e Consiglio d’Istituto avevano già chiesto chiarimenti alle istituzioni. Ora i docenti vogliono allargare il confronto e chiedono formalmente un incontro pubblico con Provincia, amministrazioni locali e Comuni di provenienza degli studenti. Tre le domande principali: qual è oggi lo stato reale del cantiere? Quando potranno riprendere i lavori? Qual è una tempistica credibile per la conclusione?
Sul tavolo resta infatti il futuro dell’appalto. Il Collegio consultivo tecnico nominato dalla Provincia si è espresso per la risoluzione del precedente contratto e dovrà ora essere definita la strada da seguire: affidamento alla seconda classificata, Mak Costruzioni, che avrebbe già manifestato disponibilità, oppure nuovo appalto. Quest’ultima ipotesi rischierebbe di allungare i tempi di diversi anni.
Una prima piccola novità è attesa con l’avvio delle lezioni: il grande piazzale nord dovrebbe tornare utilizzabile come parcheggio dopo i lavori d’emergenza affidati alla Za srl.
Ma il problema vero resta un altro. «L’intento non è alimentare contrapposizioni – precisano i docenti – ma favorire un confronto trasparente e costruttivo».
E proprio per questo invitano fin d’ora i rappresentanti delle istituzioni a presentarsi al Maffei all’apertura dell’anno scolastico: per vedere con i propri occhi cosa significa, oggi, fare scuola dentro un istituto che attende ancora una prospettiva certa. (n.f.)










