Lavoro nei campi, nuove regole in Trentino

Dalle campagne di Arco e Dro agli appezzamenti della valle di Ledro, il lavoro stagionale rappresenta una risorsa fondamentale per l’agricoltura. Ma dietro raccolte, potature e attività nei campi si nascondono anche questioni delicate: continuità occupazionale, sicurezza e contrasto al lavoro irregolare. La Provincia di Trento prova ora a rafforzare i controlli attraverso un nuovo protocollo che punta a rendere più trasparente lo scambio di manodopera tra aziende agricole.
La Giunta provinciale ha approvato il 27 ottobre l’intesa per il monitoraggio dello scambio di lavoratori, uno strumento previsto dalla normativa trentina per rispondere alle esigenze produttive delle aziende nei diversi periodi dell’anno.
Il protocollo, che deve ancora essere sottoscritto definitivamente dalle parti, nasce da un percorso condiviso con organizzazioni sindacali, associazioni agricole ed enti previdenziali e assicurativi.
Tre gli obiettivi principali: contrastare il lavoro sommerso, migliorare la sicurezza e favorire rapporti stagionali più lunghi e continuativi.
Il nuovo sistema permetterà di incrociare le comunicazioni relative agli scambi di manodopera con quelle obbligatorie di assunzione.
Le informazioni saranno raccolte attraverso una piattaforma predisposta dall’Agenzia del Lavoro e analizzate da un apposito tavolo di monitoraggio.
«Vogliamo valorizzare lo scambio non come mero strumento emergenziale, ma come leva integrativa», ha spiegato il vicepresidente provinciale e assessore al lavoro Achille Spinelli, indicando l’obiettivo di allungare la durata dei contratti stagionali.
Anche l’assessora all’agricoltura Giulia Zanotelli ha sottolineato l’importanza di rendere l’istituto più trasparente e coerente con le esigenze del settore.
Per l’Alto Garda, dove frutticoltura, olivicoltura e viticoltura contribuiscono all’economia e al paesaggio agricolo, l’iniziativa potrebbe rappresentare uno strumento utile per aziende e lavoratori.
L’obiettivo provinciale è utilizzare le informazioni raccolte anche per programmare future politiche del lavoro.
La sfida sarà trasformare il monitoraggio in risultati concreti: più legalità, maggiore sicurezza e opportunità occupazionali capaci di andare oltre la singola stagione di raccolta. (n.f.)










