Caneve, 13 sì e sette no: il parcheggio che spacca Arco

Redazione29/10/20267min
Parcheggio CANEVE ricostruzione con AI copia

Tredici voti favorevoli, sette contrari. Alle 23.30 di mercoledì 28 ottobre il presidente del Consiglio comunale Marco Manzoni proclama il risultato che segna un passaggio decisivo per il futuro del parcheggio «Alla Sarca» di Caneve. La maggioranza della sindaca Arianna Fiorio approva il Documento di indirizzo alla progettazione (DIP), confermando la scelta della struttura sopraelevata da 6,6 milioni di euro. Le minoranze votano compatte contro, per la prima volta in questa consiliatura. Prima del voto finale, la maggioranza aveva respinto tutti e dieci gli ordini del giorno presentati dalle opposizioni.

 



 

A sostenere il provvedimento sono i 13 consiglieri della maggioranza. Contrari Alessandro Amistadi, Gabriele Andreasi, Paola Arcese, Nicola Cattoi, Dario Ioppi, Mauro Ottobre e Carlo Pedergnana. Il voto conclude una discussione accesa, dopo settimane di polemiche, proposte alternative e una petizione sottoscritta da 412 cittadini.

Piantoni ricostruisce vent’anni di scelte
Il vicesindaco Marco Piantoni ripercorre in aula la storia dell’area, individuata già nel 2006. Nel 2009 arrivano gli interventi legati alla realizzazione di Villa San Pietro e della caserma dei Vigili del fuoco. Nel 2019 l’allora vicesindaco Stefano Bresciani propone di raddoppiare la capacità di sosta attraverso una struttura sopraelevata. Un’idea dalla quale prende forma il successivo percorso progettuale. Piantoni ribadisce la funzione strategica di Caneve, principale parcheggio di attestamento della città, destinato a intercettare i veicoli prima dell’ingresso nel centro storico.
A illustrare gli aspetti tecnici interviene l’architetto Carmelo Capizzi, dirigente dell’area tecnica comunale.

Il progetto C1: 245 posti auto e 6,6 milioni
La soluzione scelta dalla Giunta prevede una struttura sopraelevata in acciaio, con 480 metri quadrati di schermature in legno, mitigazione vegetale verso il Castello e 700 metri quadrati di pensiline fotovoltaiche.
Il progetto comprende 245 posti auto, otto stalli per autobus, spazi per camper e biciclette, un ascensore per l’accessibilità ai diversi livelli e un ingombro complessivo di 8.780 metri quadrati.
Il verde pubblico rappresenterà il 23,9%, mentre gli espropri interesseranno circa 3.400 metri quadrati.
Previsti lo spostamento della ciclabile verso est, con il recupero di 680 metri quadrati, e una sistemazione a verde del lotto terminale, vicino all’area camper.
Rispetto alle precedenti ipotesi, il progetto non prevede il trasferimento della stazione delle corriere a Caneve, evitando così ulteriore consumo di suolo.
La durata stimata del cantiere è di 46 settimane. Piantoni sottolinea anche la reversibilità della struttura metallica.
Il costo della componente realizzativa illustrata è di circa 4,28 milioni, mentre il quadro economico complessivo raggiunge 6,6 milioni di euro.

Dieci ordini del giorno, tutti respinti
Il confronto politico si concentra sulle alternative alla struttura sopraelevata, sui costi e sull’impatto paesaggistico.
Le minoranze presentano dieci ordini del giorno: nove a firma di Nicola Cattoi, consigliere di Campobase, e uno di Mauro Ottobre, di Arco Dinamica. Tutti vengono respinti dalla maggioranza, che conferma il proprio indirizzo progettuale.
Il confronto si fa particolarmente serrato con l’intervento di Cattoi, ingegnere ed ex assessore della Giunta Betta, che ribadisce le proprie perplessità tecniche e paesaggistiche.
Nei giorni precedenti Campobase aveva presentato una soluzione alternativa con 272 posti auto, dei quali 152 interrati e 120 in superficie, per un costo preliminare stimato in 5,75 milioni di euro, senza nuovi espropri. Una proposta che richiederebbe ulteriori verifiche e un confronto omogeneo delle voci di spesa.

Ottobre: «Manca il confronto tecnico»
Altrettanto duro Mauro Ottobre, che contesta alla Giunta Fiorio di aver proseguito lungo un indirizzo ereditato dal passato, senza sviluppare una comparazione progettuale ed economica che ritiene adeguata. Secondo il consigliere di Arco Dinamica, un’amministrazione dichiaratamente di discontinuità avrebbe dovuto approfondire anche soluzioni interrate, fuori terra o collocate in altre aree cittadine, comprese eventuali proprietà private. «Serve una voce tecnica che spiega il costo delle varie ipotesi progettuali e qui manca, per mera scelta politica. Ma la legge dice altro», afferma Ottobre, sostenendo che le diverse possibilità avrebbero dovuto essere illustrate ai cittadini e sottoposte alla valutazione del Consiglio.
La contestazione riguarda dunque il metodo decisionale, non soltanto il tipo di parcheggio. Non costituisce, di per sé, un accertamento di irregolarità amministrative.
Piantoni difende invece la soluzione C1, richiamando le difficoltà tecniche dell’interrato, la vicinanza del Sarca, la falda e i maggiori costi ipotizzati.

Malfer: «Ignorate le firme»
All’indomani del voto interviene Roberto Malfer, vicino all’area PATT e promotore, insieme a Dave Michelotti di XArco, della petizione contraria al sopraelevato. «La battaglia contro il parcheggio sopraelevato è ormai persa», scrive sui social, criticando il mancato approfondimento delle alternative e lamentando l’assenza di risposte alle 412 firme raccolte. Malfer contesta inoltre il numero dei posti auto attualmente disponibili, che secondo lui sarebbero 170 anziché 120. Una differenza che, se confermata con criteri omogenei, modificherebbe il calcolo dell’incremento effettivo della sosta.

Il voto indica la strada
L’approvazione del DIP non equivale all’approvazione del progetto esecutivo né all’avvio dei lavori, ma definisce gli indirizzi delle successive fasi progettuali. La Giunta conferma la propria scelta, sostenendo la necessità di migliorare l’accessibilità al centro storico. Le opposizioni, pur appartenendo a esperienze politiche differenti, si ritrovano unite nel voto contrario.
Dieci ordini del giorno respinti, sette consiglieri contrari e una maggioranza compatta. Alle 23.30 il Consiglio comunale indica la direzione da seguire. Sul futuro di Caneve, però, il confronto politico resta aperto.

(n.f.)