La pediatra di Riva Maria Comai, 101 anni con i bambini nel cuore

Redazione06/01/20264min
maria comai 01 2026

 

Per tanti anni pediatra a Riva del Garda, ha lavorato anche in valle di Ledro e nel basso Trentino spingendosi fino in Africa e in Bolivia, dove ha prestato la sua opera preziosa come volontaria.
Un’intera vita dedicata ai bambini e alle loro famiglie, che ha assistito con una dedizione fuori del comune, con uno slancio e una passione che le sono valsi la stima e la riconoscenza di migliaia di persone. Nata a Riva del Garda il 5 gennaio del 1925, la dottoressa Maria Comai il 5 gennaio ha compiuto 101 anni. Tantissimi i messaggi di auguri giunti da tutto il Trentino e anche dall’estero, a cui si è aggiunta, nella tarda mattina, la visita del sindaco Alessio Zanoni, che le ha fatto omaggio di un mazzo di fiori accompagnato a un biglietto di auguri, idealmente quelli di tutta la città.

 

 

Quella di Maria Comai è la storia di una vera e propria vocazione: operata d’urgenza a tredici anni per una peritonite, esce dall’ospedale dopo un mese con in testa l’idea di diventare un medico. Diplomata nel 1943 al Liceo classico, si iscrive all’università a Milano dove la frequenza, spesso impedita dai bombardamenti, viene convertita nella frequentazione dell’allora ospedale di Riva. Nel 1950 si laurea e inizia a lavorare prima a Tione e poi all’ospedale infantile regionale «Angeli custodi» a Trento. È il famoso «Ospedalino», dove Maria inizia a occuparsi dei più piccoli che all’epoca avevano un’aspettativa di vita nettamente inferiore a oggi, minacciata da malattie che oggi si curano facilmente come broncopolmoniti, malattie intestinali, tubercolosi, poliomieliti, meningiti e complicazioni di malattie virali come morbillo e varicella. Si iscrive all’università di Pisa per la specializzazione in pediatria e due anni dopo torna a casa dove è incaricata della visita periodica dei bambini della colonia Pavese, al tempo preventorio, che ospita i figli degli ammalati di tubercolosi, malattia all’epoca molto diffusa. Le viene poi affidato il consultorio pediatrico di Riva e, a seguire, quelli di Tiarno e Molina di Ledro, quindi di Dro e Cavedine. Qui il suo compito è controllare lo stato di salute dei piccoli, l’alimentazione, le problematiche dopo lo svezzamento, lo sviluppo psicomotorio ed eventuali malformazioni.

 

 

Viene anche chiamata negli ospedali per la prima visita dei neonati, bimbi che poi seguiva nei consultori e, in caso di necessità, a domicilio, giorno e notte. Per oltre trent’anni visita e cura un’infinità di bambini e a Riva del Garda anche oggi non c’è persona di una certa età che non la ricordi.
Amando viaggiare, decide di trascorrere il mese di ferie in ospedali africani, in Uganda e in Nigeria, ospite di medici missionari conosciuti ai tempi dell’università, e poi in Bolivia. Qui, nella cittadina di Aiquile, esisteva un ospedalino con un chirurgo ostetrico e la dottoressa Comai visitava i neonati e insegnava nozioni di pediatria alle infermiere che lavoravano sul territorio. In Bolivia si reca parecchie volte, anche dopo la pensione.
Oggi la dott.ssa Maria Comai, in salute e autonomia, abita nella sua casa di via Guella assistita da Irina. Contenta della visita del Sindaco, ha chiacchierato lungamente con lui e con le nipoti Donatella e Francesca, raccontando della sua vita così piena e ricca.