La natura abita a Terlago: folaghe, biodiversità e un lago da custodire

Redazione30/08/20263min
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A volte basta fermarsi. Spegnere per qualche minuto il rumore delle nostre giornate, rallentare il passo e guardare verso l’acqua. Sul lago di Terlago, tra canneti, alghe e riflessi verdi, sono le folaghe a ricordarci quanto prezioso – e fragile – sia il patrimonio naturale che abbiamo davanti agli occhi.
A richiamare l’attenzione su questi piccoli equilibri è il Comune di Vallelaghi, che attraverso i propri canali social ha condiviso uno splendido scatto di Alex Rizzardi: due folaghe nuotano tranquille tra la vegetazione acquatica, quasi mimetizzandosi nel paesaggio.
«La quiete del Lago di Terlago custodisce piccoli equilibri naturali che vale sempre la pena osservare con calma», scrive il Comune.

 


 

Sentinelle della biodiversità
Le folaghe (Fulica atra) sono tra gli abitanti più caratteristici del bacino. Facilmente riconoscibili per il piumaggio scuro, il becco bianco e l’inconfondibile placca frontale, sono perfettamente adattate all’ambiente acquatico. Le zampe lobate consentono loro di muoversi agilmente nell’acqua e tra la vegetazione, dove cercano il nutrimento.
La loro presenza contribuisce a raccontare la vitalità e la biodiversità dell’ambiente lacustre, del quale l’avifauna costituisce una componente importante. Ed è proprio questa ricchezza a trasformare una semplice passeggiata sulle rive di Terlago anche in un’occasione di osservazione naturalistica e birdwatching.
Ma la fotografia porta con sé anche un messaggio che va oltre la bellezza dell’istante.

Un patrimonio che dipende anche da noi
Laghi, boschi, prati, canneti e animali selvatici non sono soltanto lo sfondo delle nostre giornate. Sono un patrimonio comune, ricevuto in eredità e da consegnare, possibilmente migliore, a chi verrà dopo di noi.
Custodirlo significa anche compiere ogni giorno piccoli gesti: non abbandonare rifiuti, rispettare gli habitat e la fauna, evitare comportamenti invasivi, muoversi con attenzione negli ambienti naturali e imparare soprattutto a osservare senza disturbare.
Perché la qualità di un territorio non si misura soltanto attraverso ciò che la natura riesce ancora a regalarci, ma anche attraverso la cura con cui una comunità decide di proteggerla.
Il Comune lancia così un piccolo invito: durante la prossima passeggiata a Terlago, tenere gli occhi aperti e cercare le folaghe.
Un gioco semplice, soprattutto per i più piccoli. Ma anche una lezione preziosa per tutti: conoscere ciò che vive accanto a noi è il primo passo per imparare ad amarlo. E ciò che impariamo ad amare diventa molto più difficile da trascurare.

(n.f.)