Incompiuta di Nago: la minoranza rilancia il “Polo Intergenerazionale del Garda”

Trasformare un’incompiuta simbolo di degrado in una grande infrastruttura sociale capace di rispondere alle fragilità demografiche del territorio. È questa la visione al centro della mozione depositata il 23 dicembre dal gruppo consiliare di minoranza Rinascita e Sviluppo per Nago-Torbole, che chiede la convocazione urgente del Consiglio comunale per discutere l’acquisizione dell’ex centro commerciale in località Pandino e la realizzazione del “Polo Intergenerazionale del Garda”.
Un progetto articolato, che punta a riconvertire l’edificio incompiuto visibile dalla SS 240 – da anni ferita paesaggistica all’ingresso del paese – in un hub di servizi alla persona: RSA o appartamenti protetti per anziani, housing sociale, spazi di coworking e aggregazione giovanile.
Una “incompiuta” da anni al centro del dibattito
L’immobile, mai completato e oggi oggetto di procedura d’asta con un’offerta minima fissata a 1.624.607 euro e scadenza ravvicinata nel gennaio 2026, rappresenta da tempo un nodo irrisolto per Nago-Torbole.
Come ricordato nella mozione, già nel 2016 non erano mancati interessamenti da parte di soggetti esteri, mai tradottisi però in un recupero concreto. La destinazione commerciale, ritenuta ormai priva di reale interesse in quell’area, ha di fatto congelato qualsiasi sviluppo, lasciando sul territorio volumi inutilizzati e degrado.
Dati demografici e carenza di servizi
Il documento depositato dalla minoranza fotografa una situazione definita “preoccupante”: calo del saldo demografico, giovani coppie costrette a trasferirsi per la mancanza di alloggi accessibili e servizi, popolazione anziana in costante crescita ma priva di strutture dedicate.
Nago-Torbole, sottolineano i consiglieri, sconta una grave assenza di RSA, centri diurni o appartamenti protetti, costringendo molti anziani a lasciare il proprio paese per ricevere assistenza. Parallelamente, l’assenza di spazi di aggregazione e coworking rende il territorio meno attrattivo per giovani professionisti e famiglie.
Il modello intergenerazionale
La risposta proposta è un progetto che guarda oltre la gestione dell’ordinario. Il “Polo Intergenerazionale del Garda” si ispira alle più recenti esperienze di welfare e architettura sociale diffuse nel Nord Europa, dove la coesistenza di anziani, giovani e professionisti genera benefici sociali, educativi e terapeutici.
Secondo la mozione, la vicinanza tra RSA, spazi giovanili e coworking riduce la solitudine degli anziani, contrasta il decadimento cognitivo e crea un “ciclo della vita” virtuoso, oltre a garantire economie di scala nella gestione dei servizi comuni.
Risorse economiche e bandi: la partita finanziaria
Uno degli elementi centrali del documento è la sostenibilità economica. Rinascita e Sviluppo evidenzia come il Comune goda di una situazione finanziaria solida, con un avanzo di bilancio che – si legge – “permette e moralmente impone investimenti coraggiosi e lungimiranti”.
Accanto alle risorse comunali, la mozione elenca una mappatura dettagliata delle possibili fonti di finanziamento sovracomunali: dal fondo provinciale Ri-Urb per la rigenerazione urbana e l’housing sociale, ai contributi provinciali per la riqualificazione energetica, fino ai fondi PNRR, al Fondo Opere Indifferibili e al Conto Termico 2.0 del GSE, che potrebbe coprire fino al 65% delle spese di efficientamento energetico. Non mancano infine i riferimenti ai programmi europei FESR 2021-2027 per infrastrutture sociali e sanitarie.
L’impegno richiesto alla Giunta
La mozione impegna formalmente il sindaco e la Giunta a manifestare l’interesse per l’acquisizione dell’immobile, valutando la partecipazione all’asta, e a predisporre con urgenza uno studio di fattibilità tecnico-economica per la riconversione del complesso.
Tra le richieste anche la destinazione di una quota dell’avanzo di bilancio per finanziare l’operazione, definita come un investimento patrimoniale sicuro e una risposta concreta al declino demografico.
Una scelta politica non più rinviabile
Con la scadenza dell’asta ormai alle porte, il fattore tempo diventa decisivo. Per la minoranza, rinviare significherebbe rischiare che l’area finisca nuovamente in mani private, con il pericolo di altri anni di immobilismo o di interventi poco utili alla collettività.
La sfida lanciata alla maggioranza è esplicita: continuare sulla strada della sola gestione dell’ordinario o scegliere una visione di medio-lungo periodo capace di trasformare un ecomostro in un fiore all’occhiello del welfare locale.
Ora la parola passa al Consiglio comunale. La scelta, politica prima ancora che urbanistica, dirà molto sul futuro di Nago-Torbole e sulla capacità dell’amministrazione di investire nel bene comune.
(n.f.)










