Il silenzio e la vita da pastore: a Riva le fotografie di un giovane controcorrente

Mentre il mondo corre, comunica senza sosta e misura le giornate attraverso uno schermo, c’è un ragazzo che ha scelto una strada diversa: vivere tra montagne, greggi e silenzi, seguendo il ritmo della natura. Si chiama Mattia Nuresi e a soli 21 anni ha deciso di dedicarsi alla pastorizia, un mestiere antico che per lui rappresenta soprattutto una scelta di libertà. La sua storia arriva alla galleria civica «Giuseppe Craffonara» di Riva del Garda attraverso «Dove finisce il segnale. Storie di territori. Scelte e silenzi», mostra fotografica di Massimiliano Baroni, visitabile dal 21 ottobre al 2 novembre.
Il progetto, curato dal fotografo Luca Chistè e dall’associazione Il Fotogramma, racconta la vita del giovane pastore attraverso 37 immagini in bianco e nero, frutto di circa un anno e mezzo di lavoro. Baroni ha seguito Mattia sulle montagne del Carega, sui Lessini e nei luoghi della transumanza, cercando di documentare non soltanto il lavoro quotidiano, ma anche il rapporto tra l’uomo, gli animali e il paesaggio.
Una vita lontana dai modelli tradizionali
L’incontro tra fotografo e pastore è avvenuto quasi per caso, durante un’escursione sul Carega.
Da quella prima conversazione è nato un rapporto di fiducia, che ha consentito a Baroni di entrare nella quotidianità di un ragazzo abituato a trascorrere lunghi periodi lontano dalla vita sociale. Non si tratta, però, di un giovane contrario alla tecnologia: Mattia utilizza il cellulare e i social, ma sceglie quando connettersi, senza lasciare che siano questi strumenti a scandire le sue giornate. «Questa non è la classica mostra, spesso un po’ retorica e nostalgica, sul pastore», spiega il curatore Luca Chistè, sottolineando la volontà di raccontare una scelta esistenziale autentica.
Trentasei fotografie? No, sono trentasette
Le immagini sono organizzate in tre sezioni, dedicate al contesto ambientale, al gregge e alla figura del protagonista.
Un percorso che invita a rallentare lo sguardo e interrogarsi su lavoro, solitudine, libertà e rapporto con la natura.
La mostra, già presentata con successo alla biblioteca civica di Rovereto, arriva ora nell’Alto Garda nell’ambito delle iniziative dedicate all’Anno internazionale dei pascoli e dei pastori.
L’inaugurazione è mercoledì 21 ottobre alle 18, alla presenza dell’autore e del curatore.
La galleria Craffonara sarà aperta tutti i giorni dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19, con ingresso gratuito.
Una storia che non invita necessariamente a rinunciare alla modernità, ma a riflettere su quanto spazio lasciamo, nelle nostre vite, al silenzio e alle scelte davvero personali. (n.f.)










