Il Rally del Garda torna dopo 18 anni, quello del Trentino sul monte Velo, invece…

Diciotto anni di assenza, poi il grande ritorno sulle strade del Garda con 173 equipaggi e alcuni dei protagonisti più conosciuti del rallismo italiano. Il Rally del Garda è pronto a riaccendere i motori sabato 31 ottobre e domenica 1° novembre riportando sulla sponda bresciana una manifestazione che mancava dal calendario dal 2008. Un evento che promette spettacolo e ricadute turistiche, ma che offre anche lo spunto per una riflessione sul rapporto tra competizioni automobilistiche, ambiente e comunità locali.
La 26ª edizione, dedicata alla memoria di Renato Pasquali, è stata presentata a Toscolano Maderno, che ospiterà partenza, arrivo e centro operativo della manifestazione.
I numeri testimoniano il grande interesse per questo ritorno: 122 vetture moderne, 24 storiche e 27 equipaggi impegnati nella regolarità, per un totale di 173 partecipanti. Tra i nomi annunciati figurano anche Andrea Crugnola e Andrea Mabellini.
Il percorso interesserà sei comuni della sponda bresciana: Toscolano Maderno, Gardone Riviera, Gargnano, Salò, Treviso Bresciano e Vobarno, con sette prove speciali per circa 60 chilometri cronometrati.
Un appuntamento che potrà rappresentare un’opportunità per alberghi, ristoranti e attività commerciali in un periodo di bassa stagione, richiedendo al tempo stesso una gestione attenta delle chiusure stradali e della sicurezza.
Ma mentre sulla sponda bresciana si celebra il ritorno dei motori, nell’Alto Garda trentino il rapporto con i rally ha conosciuto una storia diversa.
Ad Arco, nell’ottobre 2024, il passaggio del Trentino Rally lungo il Monte Velo, tra Bolognano e il passo Santa Barbara, aveva suscitato le proteste del Comitato Ambiente Alto Garda e Ledro, preoccupato per le chiusure stradali, i disagi ai residenti e l’impatto ambientale della competizione. Nell’edizione successiva, disputata nell’ottobre 2025, quella prova speciale non figurava più nel percorso ufficiale, concentrato tra Avio, Brentonico, Volano, Ronzo Chienis e Valle San Felice. Quest’anno, inoltre, gli organizzatori hanno annunciato l’annullamento del Trentino Rally per difficoltà economiche, organizzative e autorizzative.
Due realtà del Garda, dunque, e una questione comune: come conciliare la passione per i motori e le opportunità turistiche con la tutela dell’ambiente e la tranquillità delle comunità attraversate?
Intanto, sulla sponda bresciana, il conto alla rovescia è iniziato. Dopo diciotto anni, il Rally del Garda è pronto a tornare protagonista.
(n.f.)










