Il 2020 sarà l’anno delle boe elettriche nel Garda trentino

Claudio ChiaraniClaudio Chiarani14/02/20203min3746
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Il lago di Garda trentino è il pezzo d’acqua più ventoso in assoluto di tutto il bacino, questo è risaputo. Così com’era risaputo negli ambienti di tutti i circoli velici che al termine delle regate si tagliava la gavetta che collegava le boe al “corpo morto” (il peso che calato sul fondo manteneva le boe in posizione) che rimaneva sul fondo.
Il lago ne è pieno da almeno mezzo secolo e la Forestale, si sa, ha sanzionato il Circolo Vela Torbole per tutti. Seguito un addetto è scattata la denuncia in merito per abbandono di rifiuti nel lago. Due anni fa il Circolo Surf Torbole sperimentò per una regata, il trofeo Michele Nogler per la prima volta le boe elettriche. Dotate di un motore e di un GPS, ricevuto le coordinate da un centro di controllo del dove posizionarsi la sperimentazione andò a buon fine. Però la tecnologia ha un costo, e le boe elettriche costano e parecchio. Anche se a detta di qualcuno non vanno bene. Una ventina di queste sommano ad oltre 180.000 euro, ed è questa la somma che ora serve se anche per il 2020 si vorranno organizzare regate in stagione. Fraglia Vela Riva, Lega Navale Italiana, Circolo Vela Arco, Circolo Vela Torbole e Circolo Surf Torbole con le regate contribuiscono almeno per un buon 5% all’indotto del Garda trentino e ora chiedono alla comunità di Valle di poter avere un contributo per l’acquisto, se non l’intera somma necessaria, come detto oltre 180.000 euro. Altrimenti ciao regate, campionato del mondo della classe Optimist e Meeting di Pasqua compreso che la Fraglia Vela Riva ha già in calendario. Le boe elettriche hanno anche alcune “controindicazioni”, ossia si muovono sempre per mantenere la posizione data e in caso di natanti o surfisti nei paraggi per qualcuno una boa che si muove potrebbe generare problemi se non addirittura collisioni. Il moto ondoso, infatti, le sposta. Poi l’alimentazione: una batteria deve essere in grado di mantenere la carica per la durata delle prove previste quel giorno, ma quel che è certo è che sono meglio di tanti quintali di cemento gettati sul fondo del più grande lago italiano. Sarà il 2020 l’anno dell’ecologia in regata?

La Busa

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