I Rivani e il grande ballo delle “sartine”

La foto che proponiamo ci porta alla fine degli anni Sessanta del secolo scorso. Fissa il momento clou del “Ballo delle Sartine”. Alla Spiaggia degli Olivi il patron Franco Chemolli, affiancato da Aldo Morandi, consegna una macchina da cucire in miniatura alla regina della serata. Il premio, simbolico per questioni di premiazioni e di foto (poi per la fortunata ci sarà una Singer vera), fa riferimento alla proclamazione della regina della categoria. Quello che si celebra è l’appuntamento annuale del ballo, evento mondano delle “Caterinette”, cioè delle sartine e modiste che hanno per patrona santa Caterina d’Alessandria. Del resto, in quelle vivaci stagioni, ogni occasione era buona per far festa con balli e veglioni a raffica. Una considerazione ci porta a prendere atto che quel mondo non c’è più. Molti mestieri, come quello delle sartine, sono scomparsi da tempo, almeno a livello di aziende artigianali (ci sono è vero delle sarte che operano in casa). Ma, allora, in quei tempi non si contavano i laboratori che confezionavano, con pregevole piglio artigianale, vestiti, vestitini, capi alla moda, magari su misura, gioia soprattutto della parte femminile del mondo.
Dunque, il mestiere di sarta, o sartina, era molto diffuso. Era mestiere gentile, ambito dalle ragazze. Le sarte brave erano apprezzate e ricercate. Il “passaparola” più diffuso era che la tale “aveva mani d’oro”. Poi aveva “cucito addosso” quel certo fascino: nei fotoromanzi o nei film il bello di turno non mancava mai di innamorarsi della dolce sartina, la candida ragazza della porta accanto.
Dalla nostra foto emerge lo spirito del tempo: una atmosfera di entusiasmo e di gioia contagiosa. Il Franco Chemolli, elegante, è nella ben conosciuta veste di animatore ed è un ricordo di Aldo Morandi, anima del suo negozio di viale San Francesco e di tante altre cose. Sempre gentile, disponibile, professionale. L’appuntamento, proposto come “Il Grande ballo delle sartine”, si impose come attrazione irresistibile per tutto quel vivace mondo femminile che animava quei luoghi di operoso ritrovo che erano le sartorie artigianali, o gli stessi negozi di confezioni. L’evento annuale, promosso dall’Associazione Artigiani, richiamava ragazze e accompagnatori da tutto il Trentino. Nel corso della serata, allietata dalle musiche del complesso “Amorino Travaglia”, di casa alla Spiaggia, veniva estratto un numero, cosa che metteva tutti d’accordo perché, per non far torto a nessuna, ci si affidava alla sorte. La fortunata era eletta “Miss Sartina dell’anno” con tanto di applausi, il modellino macchina da cucire e foto di rito. Ed è proprio la forza evocativa della foto che ci riporta a quelle stagioni e a quei riti che hanno il sapore della semplicità e del candore delle emozioni. La bella manifestazione durò qualche anno. Si tennero diverse affollate edizioni di quello che, come del resto era inevitabile, venne consegnato alla memoria e alla storia del costume rivano, come il favoloso “Ballo delle Sardine”.
Vittorio Colombo










