“Hai diritto a un rimborso”, ma è una truffa: l’allerta del Ministero della Salute

Redazione22/08/20263min
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Una mail apparentemente istituzionale, la promessa di un rimborso sanitario e una cifra pronta ad attirare l’attenzione. Ma dietro quel messaggio non c’è il Ministero della Salute: c’è un tentativo di truffa. È lo stesso Ministero a lanciare l’allerta dopo la circolazione di false comunicazioni che ne utilizzano indebitamente il nome per convincere i destinatari a fornire informazioni personali o bancarie. Il messaggio fraudolento arriva con un oggetto particolarmente invitante: “Hai diritto a un rimborso”. Nell’esempio diffuso dal Ministero, la falsa comunicazione presenta addirittura un “riepilogo rimborso”, con un riferimento numerico, la motivazione “rettifica pagamento sanitario” e un importo di 222,02 euro.
Una costruzione studiata per dare alla mail un’apparenza di ufficialità e spingere chi la riceve ad abbassare la guardia.

Il Ministero: «Non sono comunicazioni ufficiali»
L’avvertimento è netto: «Sono in circolazione messaggi fraudolenti a nome del Ministero della Salute». E soprattutto viene chiarito un elemento fondamentale per riconoscere immediatamente l’inganno: il Ministero non invia email per erogare rimborsi.
Dietro la promessa di ricevere del denaro può quindi nascondersi un tentativo di phishing, finalizzato a portare l’utente verso collegamenti malevoli o a ottenere dati riservati.
Per questo le indicazioni rivolte ai cittadini sono semplici ma categoriche: non cliccare sui link presenti nella mail, non fornire dati personali o bancari e cancellare subito il messaggio.
Particolare attenzione va prestata anche al mittente. Nel facsimile pubblicato dal Ministero compare infatti la dicitura “Salute Gov”, ma l’indirizzo utilizzato non appartiene al dominio istituzionale: un dettaglio che rappresenta un ulteriore, importante campanello d’allarme.

Informarsi solo attraverso i canali ufficiali
L’invito è anche quello di non lasciarsi convincere dalla grafica, dai loghi o da un linguaggio apparentemente burocratico. Elementi istituzionali possono essere riprodotti proprio per rendere più credibile il raggiro.
In caso di dubbi su comunicazioni riguardanti prestazioni o questioni sanitarie, il Ministero raccomanda di fare riferimento esclusivamente ai propri canali ufficiali e a quelli della Regione e dell’azienda sanitaria di competenza.
L’ultimo appello riguarda infine la condivisione dell’allerta, soprattutto con familiari e persone meno abituate a riconoscere i tentativi di phishing. Perché, davanti a una mail che promette improvvisamente un rimborso sanitario, la prima regola è una sola: non avere fretta di cliccare. (n.f.)