«Grazie, padre Giancarlo»: Riva e Tenno salutano il sacerdote

Redazione23/08/20267min
tenno padre giancarlo

Ci sono saluti che si consumano con una stretta di mano e altri che hanno bisogno di una comunità intera. Di persone, ricordi, volti incontrati lungo il cammino. Di una Messa celebrata insieme, di un pranzo attorno allo stesso tavolo e magari di qualche nota cantata capace di dire ciò che le parole, da sole, non riescono a raccontare.
Sarà così domenica 27 settembre per padre Giancarlo Girardi, sacerdote verbita e parroco dell’Unità Pastorale Papa Giovanni XXIII, al quale le comunità tra Riva del Garda e Tenno dedicheranno una grande Festa di Ringraziamento dopo tanti anni trascorsi insieme.
Non un semplice appuntamento religioso, dunque, ma l’abbraccio di un territorio a un sacerdote che proprio in questa terra affonda le proprie radici e che qui, sette anni fa, era tornato quasi chiudendo idealmente un lungo cerchio della propria vita.
«Grazie padre Giancarlo. Per la tua guida, la tua dedizione, la tua parola che ha illuminato il cammino della nostra Unità Pastorale», si legge nell’invito che accompagna la giornata.

 



 

Da Gavazzo al mondo, poi il ritorno a casa
Padre Giancarlo Girardi è infatti originario di Gavazzo e appartiene alla congregazione dei Missionari Verbiti. Prima di rientrare nell’Alto Garda aveva maturato una lunga esperienza all’interno della congregazione: sei anni alla guida provinciale e, soprattutto, 17 anni trascorsi a Roma come rappresentante nei rapporti tra i Missionari Verbiti e il Vaticano.
Nel maggio del 2019 il ritorno nella terra natale e l’inizio di un nuovo capitolo: la guida dell’Unità Pastorale Papa Giovanni XXIII, raccogliendo il testimone da padre Franco Pavesi.
Un’Unità Pastorale nata nel 2014 e composta dalle comunità di Varone, Cologna-Gavazzo, Tenno, Ville del Monte, Pranzo e Campi di Riva: realtà diverse, distribuite tra fondovalle e montagna, unite negli anni da un cammino comune.
Al momento del suo arrivo padre Giancarlo aveva indicato tra le priorità della propria missione l’attenzione verso giovani e famiglie. Poi sono arrivati gli anni vissuti sul territorio, fatti naturalmente di celebrazioni e vita parrocchiale, ma anche di quella presenza discreta che accompagna i momenti felici e quelli difficili di una comunità.

Un sacerdote dentro la vita della comunità
Ed è forse qui che si comprende meglio il senso della festa di fine settembre.
In questi anni padre Giancarlo è comparso spesso anche nelle cronache dell’Alto Garda non soltanto davanti a un altare, ma là dove la dimensione religiosa incontrava quella civile e sociale.
Nel 2023 era presente all’inaugurazione del nuovo sagrato di Tenno, insieme all’arcivescovo Lauro Tisi; l’anno successivo aveva benedetto la rinnovata Famiglia Cooperativa di Varone. In quell’occasione aveva pronunciato poche parole capaci di raccontare bene anche il suo modo di stare tra la gente: «Benedire è dire bene».
Una benedizione rivolta non soltanto a muri e strutture, ma soprattutto alle persone che quei luoghi li vivono ogni giorno.
Lo abbiamo ritrovato anche nei momenti dedicati alla memoria e alla custodia del territorio, così come nelle feste delle associazioni. Ancora nel giugno scorso aveva celebrato la Messa a San Pietro in occasione del centenario della SAT di Riva del Garda, in una giornata nella quale montagna, memoria e comunità si erano incontrate.
Piccoli fotogrammi che, messi uno accanto all’altro, restituiscono il profilo di un sacerdote diventato negli anni un volto familiare ben oltre le porte delle chiese.

Il 27 settembre una giornata insieme
E allora il saluto non poteva che trasformarsi in una festa aperta a tutti.
La giornata di domenica 27 settembre inizierà alle 10, con la Messa solenne nella chiesa di Varone. Alle 12.30 il ritrovo si sposterà al Parco del Pernone per il pranzo comunitario.
Dalle 15 spazio invece alla convivialità, alla musica e alla festa, con la partecipazione della Banda dei Liberi Falchi e del Coro Lago di Tenno.
L’invito dell’Unità Pastorale e delle rappresentanze territoriali è rivolto all’intera cittadinanza, alle associazioni e alle istituzioni locali. Anche il Comune di Tenno ha rilanciato l’appuntamento, definendolo il coronamento di «un lungo percorso caratterizzato da dedizione, dialogo e costante presenza sul territorio».
Parole che allargano il significato della giornata oltre la dimensione strettamente religiosa: padre Giancarlo viene indicato come «un punto di riferimento umano, sociale e relazionale per le diverse anime della nostra Comunità».

Quel semplice «grazie» che racconta sette anni
In fondo, però, per raccontare questa storia basta forse tornare alla parola più grande della locandina. “Grazie.” Una parola semplice, quasi quotidiana, a volte dimenticata. Ma dentro quel grazie ci sono sette anni di strada percorsa insieme: le Messe e le feste, i bambini e gli anziani, le famiglie, le associazioni, i momenti solenni e quelli che non finiranno mai in una fotografia o in un articolo di giornale.
Padre Giancarlo era partito da Gavazzo, aveva percorso molta strada e per tanti anni aveva vissuto il proprio ministero lontano dall’Alto Garda. Poi era tornato a casa.
Il 27 settembre, quella stessa terra che lo ha visto nascere e poi ritornare proverà a restituirgli almeno una parte di ciò che ha ricevuto.
Non con un ringraziamento formale, ma nel modo più semplice e forse più autentico che una comunità conosca: stando ancora una volta tutti insieme.
Nicola Filippi