Fierecongressi: dal Comune di Riva 560mila euro, il centrodestra attacca

Oltre due milioni e mezzo di euro pubblici per rafforzare Riva del Garda Fierecongressi e sostenere il futuro del polo fieristico della Baltera. Un investimento sullo sviluppo economico della città, secondo l’amministrazione comunale, una scelta rischiosa e priva di adeguate garanzie, secondo le opposizioni.
La Giunta del sindaco Alessio Zanoni conferma la volontà di partecipare all’aumento di capitale della società attraverso Lido di Riva, aggiungendo ai due milioni già previsti un ulteriore intervento che il Centrodestra Autonomista quantifica in 560mila euro. La decisione attesa in Consiglio comunale a fine ottobre riaccende il confronto politico sul rapporto tra investimenti pubblici, sviluppo turistico e priorità per i cittadini.
Un progetto da milioni di euro per il futuro della Baltera
La vicenda parte dal novembre 2025, quando l’assemblea straordinaria dei soci di Fierecongressi approva all’unanimità un aumento di capitale da sei milioni di euro, destinato a sostenere il piano di ampliamento e ammodernamento del quartiere fieristico. L’obiettivo è rafforzare la competitività di Riva sui mercati internazionali, aumentando gli spazi espositivi e potenziando manifestazioni come Expo Riva Schuh e Hospitality.
Il progetto prevede l’ampliamento verso nord del quartiere fieristico, dagli attuali 51mila a oltre 65mila metri quadrati, con un orizzonte di completamento indicato nel 2028.
Un’operazione che coinvolge anche Patrimonio del Trentino e che punta a consolidare un settore capace di generare ricadute economiche su alberghi, ristoranti, commercio e servizi.
La volontà politica della Giunta Zanoni è mantenere una presenza pubblica significativa in una società considerata strategica per l’economia rivana.
Lo stesso sindaco, intervenendo nel giugno scorso in occasione di Expo Riva Schuh, aveva sottolineato come «gli investimenti programmati e il sostegno condiviso delle istituzioni testimoniano una visione comune che punta a rafforzare ulteriormente il ruolo internazionale della manifestazione».
Il centrodestra: «Due milioni e mezzo senza potere decisionale»
Di tutt’altro avviso il Centrodestra Autonomista, formato da Fratelli d’Italia, Lega e PATT, che in un comunicato ufficiale contesta duramente l’operazione.
«Il Comune mette sul tavolo 2.560.000 euro di soldi dei rivani per una quota che resterà minoritaria (33,34%), senza alcun potere reale di indirizzo, di veto o di gradimento sulle operazioni straordinarie». Secondo le opposizioni, l’investimento non sarebbe accompagnato da sufficienti strumenti di tutela della partecipazione pubblica.
«Nessun patto parasociale, nessun sindacato di blocco, nessuna clausola di salvaguardia. Una delega in bianco ai privati, pagata dai cittadini».
La quota del 33,34% detenuta da Lido di Riva risulta effettivamente dall’assetto societario comunicato nel maggio 2026. Rimangono invece da verificare attraverso gli atti aggiornati sia la partecipazione successiva all’aumento di capitale sia gli specifici diritti riconosciuti al socio pubblico.
Sovrapprezzo delle azioni e dividendi: i nodi contestati
Il Centrodestra richiama anche le condizioni economiche della sottoscrizione. Ogni nuova azione – questa è la tesi – avrebbe un valore nominale di 0,51 euro e un sovrapprezzo di 4,29 euro, con una componente di sovrapprezzo pari a circa il 90% dell’esborso. Il gruppo sostiene inoltre che il business plan non preveda distribuzioni di dividendi almeno fino al 2030.
«Se l’affare è così buono, perché è così difficile reperire capitali sul mercato? Perché Trentino Sviluppo non partecipa?», domandano gli esponenti dell’opposizione.
Il sovrapprezzo, tuttavia, non costituisce di per sé una perdita: rappresenta una componente del prezzo di emissione delle azioni, distinta dal loro valore nominale. Per valutare la convenienza dell’investimento occorre esaminare patrimonio, prospettive economiche e diritti societari.
Va inoltre ricordato che Fierecongressi ha chiuso il 2025 con risultati positivi: ricavi consolidati in crescita del 18% e un utile netto di gruppo di 1,238 milioni di euro. L’assemblea aveva deliberato anche la distribuzione del 20% degli utili dell’esercizio.
Le contestazioni sui dividendi futuri riguardano quindi le previsioni del piano industriale, non l’assenza di utili nell’ultimo bilancio.
La contrapposizione sulle priorità del Comune
La critica dell’opposizione non si limita agli aspetti societari, ma investe direttamente le scelte politiche dell’amministrazione.
Il Centrodestra ricorda la bocciatura di una propria mozione dedicata agli aiuti per i lavoratori pendolari, contrapponendola alle risorse destinate alla ricapitalizzazione.
«Questo denaro poteva e doveva tornare ai cittadini in servizi, manutenzioni, sostegno alle famiglie e alle imprese. Si è preferito immobilizzarlo in azioni che non rendono nulla per anni».
La coalizione annuncia inoltre verifiche sulla correttezza e sull’opportunità dell’operazione, sollevando dubbi anche sotto il profilo della responsabilità amministrativa e contabile. Si tratta di contestazioni politiche e interpretazioni giuridiche che non equivalgono all’accertamento di irregolarità.
La scelta della Giunta e il voto decisivo
Per l’amministrazione Zanoni la partita è più ampia del rendimento immediato delle azioni: riguarda la capacità di Riva di conservare un ruolo centrale nel settore fieristico e congressuale, sostenendo investimenti destinati a produrre benefici economici sul territorio.
Per le opposizioni, invece, un impegno pubblico di questa entità dovrebbe essere accompagnato da maggiori garanzie societarie e finanziarie.
Il Consiglio comunale del 28 e 29 ottobre rappresenterà quindi un passaggio decisivo, chiamato a valutare l’ulteriore sottoscrizione e le relative modalità di finanziamento.
In attesa della documentazione definitiva, rimane aperta anche una discrepanza sull’importo aggiuntivo: 560mila euro nel comunicato del Centrodestra, fino a 568mila secondo le precedenti informazioni della stampa locale.
Il nodo politico è chiaro: quanto deve investire una città per sostenere una delle sue principali infrastrutture economiche e quali garanzie deve ottenere in cambio?
È su questa domanda che maggioranza e opposizioni saranno chiamate a confrontarsi. (n.f.)










