Dialetto e musica, ad Arco la voce di “Diaolin” contro la guerra

Redazione21/03/20263min
dialetto natali (2)


Prosegue con intensità e partecipazione il calendario di iniziative promosso dall’Associazione culturale “Giacomo Floriani”, che da tempo anima il territorio con appuntamenti dedicati alla poesia dialettale. Particolarmente significativo quello ospitato presso la libreria Cazzaniga di Arco, che ha visto protagonista il poeta cembrano Giuliano Natali, noto con lo pseudonimo “Diaolin”.
Al centro della serata la presentazione della sua ultima raccolta, “Toccata, adagio e fuga…”, un titolo evocativo che richiama la grande tradizione musicale di Johann Sebastian Bach e che, nelle intenzioni dell’autore, diventa metafora di un percorso umano e spirituale. Un invito, rivolto a tutti ma soprattutto ai potenti, a cercare nella parola e nella musica una possibile via di salvezza per un’umanità ferita dai conflitti.
Natali ha condiviso con il pubblico la genesi dell’opera, profondamente segnata dal dramma delle guerre contemporanee. In particolare, ha espresso con forza il proprio turbamento per la tragedia dei bambini nella Striscia di Gaza, definita come una “architettura del Male programmata scientemente”. Un dolore che si traduce in versi intensi e in una riflessione poetica capace di coniugare denuncia e partecipazione emotiva.

 


Durante l’incontro l’autore ha letto alcuni componimenti nelle tre sezioni del libro, scritti nel suo amato dialetto, sottolineando come queste rappresentino pienamente il suo “essere di artista”. Dai suoi interventi è emersa una sensibilità acuta e inquieta, capace di interpretare il presente con profondità e di restituirlo attraverso immagini e sonorità suggestive.
L’opera si distingue per una forte impronta creativa che, pur nascendo da una visione amara della realtà, si apre a una dimensione di riflessione collettiva. Il messaggio che attraversa i testi è chiaro: la necessità di maturare una coscienza condivisa che porti al rifiuto della guerra.
Nel finale della serata Natali ha risposto con disponibilità alle domande del pubblico chiarendo alcuni aspetti del suo pensiero e respingendo l’idea di un approccio esclusivamente pessimista alla vita. A suggellare l’incontro l’esecuzione musicale con un suo particolare strumento, che ha regalato ai presenti un momento di intensa suggestione.
L’evento, coordinato e moderato dalla professoressa Loretta Miorelli, si è distinto per il suo alto valore culturale ed emotivo, confermando il ruolo dell’Associazione “Giacomo Floriani” come punto di riferimento per la promozione della cultura e del dialetto.