Crisi delle cartiere, il PATT: «L’Alto Garda non sia soltanto una vetrina estiva»

Redazione11/10/20266min
20190629IMG_7617 RIVA CARTIERA DEL GARDA

 

L’Alto Garda non può vivere soltanto di turismo. Dietro le luci degli alberghi, i tavolini affollati dei ristoranti e le immagini da cartolina del lago esiste un’altra economia, fatta di fabbriche, competenze professionali e centinaia di famiglie che costruiscono il proprio futuro attorno a un posto di lavoro. E mentre la crisi del settore cartario torna a preoccupare il territorio, con la cassa integrazione ad Arconvert e Cartiere del Garda, anche la politica alza la voce. Dopo gli interventi dei sindacati, arriva infatti la presa di posizione di Lorenzo Cargnelli, segretario della sezione PATT di Riva del Garda, che richiama le istituzioni alle proprie responsabilità e mette in guardia dal rischio di trasformare l’Alto Garda in una destinazione turistica sempre meno capace di garantire occupazione stabile ai residenti.

 


 

«Non possiamo accettare che il nostro territorio si trasformi in una semplice cartolina turistica, viva e affollata d’estate, ma morta e svuotata d’inverno», attacca.
Due cartiere, una crisi che preoccupa centinaia di famiglie
Le parole di Cargnelli arrivano dopo le notizie che hanno riportato l’attenzione sul futuro delle due principali realtà cartarie dell’Alto Garda.
Ad Arconvert, stabilimento di Linfano appartenente al gruppo Fedrigoni e specializzato nei materiali autoadesivi, la cassa integrazione sarà prolungata dal 12 ottobre al 13 dicembre, interessando potenzialmente un centinaio di dipendenti.
Alle Cartiere del Garda di Riva, appartenenti al gruppo Lecta, è stata invece avviata una procedura di tredici settimane a partire dal 2 novembre, con un coinvolgimento potenziale di 394 lavoratori. Il primo fermo produttivo è previsto dal 2 all’8 novembre.
Non è una crisi improvvisa. Già nel settembre 2024 entrambe le aziende avevano fatto ricorso agli ammortizzatori sociali, mentre nell’aprile scorso il passaggio del gruppo Lecta al fondo Apollo aveva alimentato nuove preoccupazioni sul futuro dello stabilimento rivano.
«Una comunità vive e prospera soltanto grazie al lavoro»
Dopo gli allarmi lanciati dalla UIL FPC, dalla CGIL e dall’UGL, che hanno richiamato l’attenzione sul calo degli ordinativi e sulla vulnerabilità dei lavoratori precari, Cargnelli allarga il ragionamento al modello economico dell’intero territorio. «Troppo spesso chi amministra guarda altrove, liquidando queste crisi come semplici dinamiche di mercato. Ma la realtà è un’altra: una comunità vive e prospera solo grazie al lavoro». Per il segretario autonomista, perdere progressivamente la propria capacità industriale significherebbe compromettere anche l’equilibrio sociale dell’Alto Garda.
«Senza un tessuto industriale e produttivo solido, senza posti di lavoro stabili e tutelati, l’Alto Garda si impoverirà, vedendo allontanarsi sempre più famiglie e giovani».
Una preoccupazione che si intreccia con il costo della vita, le difficoltà abitative e la crescente necessità di offrire opportunità professionali anche al di fuori dell’economia turistica.
«Il turismo è importante, ma da solo non basta»
Cargnelli non mette in discussione il valore del turismo, riconoscendone il ruolo fondamentale nell’economia locale. Contesta piuttosto il rischio di affidare a un unico settore il futuro della comunità. «Il turismo è un motore importante, ma da solo non basta a garantire coesione sociale e stabilità. Un territorio senza industria e senza opportunità concrete è un territorio destinato al declino». Tra le conseguenze temute dal PATT figurano l’allontanamento delle giovani generazioni, la perdita di vitalità nei mesi invernali e il progressivo impoverimento del tessuto sociale. «Non possiamo lasciare soli i lavoratori, specialmente chi vive nell’incertezza e nel precariato, alle prese con un costo della vita sempre più alto».
La richiesta: un tavolo d’emergenza per salvare il comparto
L’intervento si conclude con una precisa sollecitazione politica alle amministrazioni locali e alle istituzioni provinciali. «Chiediamo alle amministrazioni e alle istituzioni di svegliarsi dal torpore! Serve un intervento concreto e un tavolo d’emergenza immediato per salvaguardare la carta, il suo indotto e le famiglie della nostra zona».
Un appello che si aggiunge alle richieste delle organizzazioni sindacali, impegnate a ottenere garanzie occupazionali e misure di sostegno per affrontare il rallentamento produttivo.
«Difendere il lavoro significa difendere l’identità dell’Alto Garda e il futuro dei giovani», conclude Lorenzo Cargnelli.
Un messaggio che riporta al centro del confronto politico una questione fondamentale: quale equilibrio costruire, nei prossimi anni, tra la vocazione turistica del Garda e quella tradizione industriale che ha contribuito per generazioni alla crescita economica e sociale della Busa. (nf)