Consiglio comunale di Madruzzo, scontro su trasparenza e sviluppo turistico

Redazione03/01/20264min
il clandestino lagolo 1


Nel Consiglio comunale di Madruzzo, svoltosi l’altra sera dopo quello di insediamento di circa un mese fa, si è discusso del piano di consigliatura 2025–2030. Il confronto si è subito acceso, soprattutto per gli interventi della minoranza consiliare guidata dalla capogruppo Maria Bruna Chistè.
Fin dalle prime battute è apparso evidente come, alla luce dei numeri del sistema maggioritario – dieci consiglieri di maggioranza contro cinque di minoranza, nonostante il ridotto scarto di voti tra le due liste alle elezioni – lo spazio per un confronto realmente collaborativo risulti limitato, almeno sul piano dialettico.

 

 

Il clima si è fatto particolarmente teso già sul primo emendamento presentato dalla minoranza, relativo alla definizione del concetto di “trasparenza dell’attività amministrativa”, indicato come primo punto dei “Principi e valori” del programma del sindaco Anselmo. In questa sede la minoranza ha evidenziato quella che ha definito una palese incongruenza da parte della giunta: la mancata pubblicazione sul sito istituzionale del Comune del documento relazionale sul passaggio di consegne tra la gestione commissariale e la nuova amministrazione, entrata in carica nella prima decade di novembre, come esplicitamente richiesto dal commissario straordinario.

Le motivazioni addotte per il mancato adempimento non hanno convinto la minoranza. Da un lato, il sindaco ha sostenuto che sarebbe venuta meno l’ufficialità della consegna, che avrebbe dovuto avvenire con modalità simboliche analoghe a quelle del “passaggio del campanellino” a livello governativo; dall’altro, l’assessore Nicola Ricci, al suo terzo mandato in giunta, ha richiamato presunte problematiche legate alla privacy.
Una spiegazione giudicata pretestuosa dalla minoranza, che ha chiesto quali dati sensibili potessero essere contenuti in un documento commissariale che si limitava a elencare gli interventi realizzati nel semestre di commissariamento. Tra questi figuravano, in particolare, il progetto di copertura del plateatico della Casa della Musica di Calavino e quello di demo-ricostruzione dell’esercizio pubblico “Il Clandestino” a Lagolo, entrambi peraltro oggetto di specifici decreti, anch’essi rimasti non accessibili. In più occasioni, la responsabilità della mancata pubblicazione è stata attribuita agli uffici comunali.

Perplessità sono emerse anche sul capitolo dedicato allo sviluppo turistico del territorio. Secondo la minoranza, la visione illustrata dal sindaco Anselmo appare ancorata a un modello frammentato, quasi “anni Cinquanta”, basato su singole realtà comunali e su un’idea di turismo prevalentemente bucolico, incentrato sulla manutenzione dei sentieri.
Un’impostazione che, sempre secondo l’opposizione, ignora come oggi lo sviluppo turistico non possa prescindere da una pianificazione su scala di bacino, come quella dell’area gardesana con il retroterra della Valle dei Laghi. In questo contesto, la minoranza ha sottolineato l’importanza di fare riferimento a strutture organizzative consolidate, come l’APT e, a livello vallivo, a un Consorzio turistico in grado di coordinare la promozione territoriale valorizzando le specificità locali e il dinamismo del tessuto associativo.