Chiude Zamboni abbigliamento di Arco: il web reagisce e la sindaca ringrazia una “istituzione” del commercio

C’è una notizia che, più di altre, riesce a toccare corde profonde in una comunità. La chiusura dello storico negozio Zamboni abbigliamento, annunciata da La Busa online il 9 gennaio, è una di queste. Nel giro di poche ore l’articolo ha generato una vera e propria marea di reazioni: commenti, ricordi, messaggi di affetto e di dispiacere hanno invaso i social, raccontando quanto quel negozio fosse parte integrante della vita quotidiana di Arco.
Non si è trattato solo della chiusura di un’attività commerciale, ma dell’addio a un luogo simbolo del centro storico, affacciato su Piazza Tre Novembre, al piano terra di Palazzo Marcabruni Giuliani, di fronte alla Collegiata e accanto al Municipio. Una posizione centrale, ma soprattutto un punto di riferimento umano fatto di relazioni, ascolto e abitudini condivise.
Abbiamo interpellato la sindaca di Arco, Arianna Fiorio chiedendole un commento. Le sue parole, affidate a una nota scritta, restituiscono il senso di una perdita che va oltre il piano economico:
«Spiace sempre quando un negozio del nostro centro storico chiude. In questo caso fa ancora più rumore perché era un “classico” di Arco.
I vari negozi delle famiglie Zamboni rappresentano e hanno rappresentato per il commercio di Arco una sorta di istituzione. Rivolgo un sentito ringraziamento a Laura Zamboni per essere arrivata fin qui con il suo negozio, gestito con garbo e gentilezza, vestendo moltissimi arcensi e non solo. Un’attività che è proseguita per anni quando molti negozi tradizionali avevano già ceduto il passo anche a causa del cambio di abitudini dei consumatori. Nuovamente grazie e buona nuova vita.»
Parole che risuonano con forza anche tra i tanti messaggi comparsi online, dove in molti hanno ricordato Zamboni come “il negozio di fiducia”, quello dove si entrava non solo per acquistare, ma anche per scambiare due parole, ricevere un consiglio, sentirsi riconosciuti. Un presidio silenzioso di socialità, capace di attraversare generazioni, dal 1907 – anno di apertura del primo negozio di tessuti e filati – fino a oggi.
La storia di Zamboni abbigliamento, raccontata nell’articolo di La Busa online, è anche la storia di Laura Zamboni e dei suoi 38 anni dietro al bancone, di una famiglia che ha saputo adattarsi ai cambiamenti senza perdere stile e umanità. Una storia che ha resistito più a lungo di molte altre, in un contesto in cui il commercio tradizionale ha spesso dovuto arrendersi a nuove abitudini e a un mercato sempre più complesso.
La reazione collettiva alla notizia della chiusura racconta però qualcosa di più profondo: la consapevolezza che, con quella serranda che si abbasserà definitivamente a gennaio 2026, Arco perderà un pezzo della propria identità. Non solo un negozio, ma un luogo di memoria condivisa, di relazioni quotidiane, di vita vissuta.
E forse è proprio questo il senso delle tante parole spese in questi giorni, online e non solo: il bisogno di riconoscere che le città non sono fatte soltanto di spazi e muri, ma delle persone che li hanno animati, giorno dopo giorno. E Zamboni abbigliamento, per Arco, è stato esattamente questo.
Nicola Filippi










