Centro culturale e biblioteca di Dro, il parere dell’Avvocatura chiarisce sulla mozione

Arriva un chiarimento giuridico sulla questione della messa in sicurezza dell’ingresso del centro culturale e della biblioteca di Dro, al centro del dibattito politico nelle ultime settimane. Il parere dell’Avvocatura dello Stato, richiesto dall’Amministrazione comunale, ha infatti fatto luce sulla natura e sugli effetti della mozione citata dall’opposizione.
A sollevare il tema era stato il consigliere Alvaro Tavernini del gruppo Comunità e Ambiente, richiamando una mozione approvata nel settembre 2024 dal precedente Consiglio comunale, che impegnava l’ente a prevedere i costi degli interventi in via Battisti, in corrispondenza dell’accesso al polo culturale.
L’approfondimento giuridico
A rispondere in aula è stata la presidente del Consiglio comunale Valentina Benuzzi, che ha spiegato la scelta di attivare un approfondimento giuridico formale.
«Ho ritenuto opportuno attivare un approfondimento mediante l’Avvocatura dello Stato – ha chiarito Benuzzi – per garantire la massima trasparenza, la correttezza procedurale e la tutela dell’azione consiliare, prevenendo possibili incertezze interpretative».
Dal confronto con la Segretaria comunale è emersa, secondo quanto riferito, la piena legittimità della procedura seguita dall’Amministrazione.
Il parere chiarisce infatti che la delibera con cui viene approvata una mozione è un atto di indirizzo politico, formalmente deliberativo ma sostanzialmente non provvedimentale, e non produce obblighi amministrativi diretti.
La posizione della Sindaca
Alla luce del parere dell’Avvocatura, l’Amministrazione comunale guidata dalla sindaca Ginetta Santoni ribadisce di non avere alcun obbligo di dare seguito alla mozione approvata dal Consiglio precedente.
«La mozione è stata un atto politico della giunta precedente – spiega Santoni – per cui noi non abbiamo alcun obbligo. Comprendiamo che possa esserci confusione, perché le delibere vengono votate dal Consiglio e hanno una veste formale di provvedimento, ma nella sostanza si tratta di atti politici che non costituiscono obblighi concreti».
La sindaca sottolinea inoltre che l’attuale Amministrazione sta operando sulla base del programma elettorale votato dai cittadini, con obiettivi e priorità definiti. «La questione della messa in sicurezza dell’ingresso del centro culturale e della biblioteca esiste – aggiunge – e la valuteremo più avanti».
“Silenzio operativo” e trasparenza
Rispondendo alle polemiche, l’Amministrazione rivendica la scelta di affidarsi all’Avvocatura dello Stato come garanzia di trasparenza e legalità. «La risposta che abbiamo ricevuto è agli atti e ci solleva da qualsiasi obbligo – conclude la sindaca Santoni –. Il silenzio di questi giorni è stato un silenzio operativo, durante il quale la presidente del Consiglio e i dipendenti comunali hanno lavorato con professionisti competenti che hanno legittimato il nostro operato».
Un passaggio che chiude, almeno sul piano giuridico, una vicenda che ha acceso il confronto politico attorno a uno degli spazi culturali più importanti di Dro, lasciando aperta la valutazione futura sugli interventi di sicurezza. (n.f.)










