Cassa Rurale Alto Garda-Rovereto: al via l’era Grazioli, utile record, standing ovation per Enzo Zampiccoli

Redazione08/05/20268min
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C’è stato un momento, al Palafiere di Riva del Garda, in cui i numeri hanno lasciato spazio all’emozione. Un applauso lungo, sentito, quasi liberatorio, ha accompagnato il passaggio di testimone tra Enzo Zampiccoli e il nuovo presidente Matteo Grazioli. Sedici anni alla guida della Cassa Rurale AltoGarda-Rovereto si chiudono così, con un bilancio definito da tutti “storico” e con la nomina di Zampiccoli a presidente onorario.
L’assemblea dei soci, con 2515 presenze comprese le deleghe, ha approvato il bilancio 2025 e rinnovato le cariche sociali della banca di credito cooperativo che oggi rappresenta una delle realtà economiche più solide del territorio trentino.
I numeri raccontano da soli la portata del risultato raggiunto. L’utile netto sale infatti a 56 milioni di euro, il più alto mai registrato nella storia della Cassa Rurale. Il patrimonio supera i 372 milioni di euro, mentre i volumi complessivi amministrati raggiungono quota 6 miliardi di euro, con 1,4 miliardi di finanziamenti e 4,6 miliardi di raccolta.
Ma dietro i dati, durante la serata, è emersa soprattutto una filosofia bancaria ben precisa. Quella di una banca cooperativa che continua a investire sul territorio, sulle famiglie, sulle imprese e sul mondo associativo.

 

 

Nel suo intervento, il direttore generale Nicola Polichetti ha spiegato come i risultati siano “strettamente collegati all’andamento positivo dell’economia locale, trainata dalle performance del settore turistico e dalla ripresa del mercato immobiliare”.
Polichetti ha sottolineato come, nonostante “la riduzione del 25% della marginalità creditizia da clientela correlata alla dinamica decrescente dei tassi di mercato”, la redditività della banca sia rimasta elevata “grazie all’apporto cedolare degli investimenti di proprietà, all’assenza di minusvalenze e alla registrazione di riprese di valore sui crediti”.
Parole tecniche, ma che raccontano una gestione prudente e solida. Un modello che continua a distinguere la Cassa Rurale dalle grandi banche tradizionali.
“Diversamente dalle grandi banche – ha ricordato infatti il direttore generale – l’utile netto annuale non viene distribuito ma integralmente destinato al patrimonio”. Una scelta strategica che, secondo Polichetti, rappresenta “il primo presidio di una sana e prudente gestione, anche nella prospettiva di possibili scenari avversi”.
Un dato, quest’ultimo, confermato anche dalla qualità del credito: i crediti deteriorati risultano praticamente azzerati, pari appena allo 0,4% del portafoglio crediti.
La crescita si riflette anche nei rapporti con il territorio. I clienti superano oggi quota 95 mila, con circa 1300 nuovi ingressi nell’ultimo anno. In 16 dei 31 comuni serviti dalla banca, la Cassa Rurale rappresenta addirittura l’unica presenza bancaria.
Molto forte anche il sostegno alle famiglie. Nel 2025 i nuovi prestiti sono cresciuti del 13%, soprattutto attraverso mutui destinati all’acquisto o alla ristrutturazione delle abitazioni. Sono stati circa 600 i mutui concessi per la casa, per un valore complessivo vicino ai 100 milioni di euro.
Ma il passaggio più intenso dell’assemblea è arrivato con le parole di Enzo Zampiccoli, visibilmente emozionato nel salutare la platea dopo un lungo percorso iniziato sedici anni fa.
Il presidente uscente ha rivendicato con orgoglio il ruolo sociale della Cassa Rurale, ricordando che scegliere una banca cooperativa significa aderire a un progetto che va ben oltre il semplice rapporto economico.
“I soci in particolare, ma anche i clienti, lavorando con noi scelgono di condividere un progetto di sviluppo e sostegno del territorio di cui la Cassa Rurale è motore”, ha detto Zampiccoli. “Scelgono la banca del nostro territorio, vicina alle comunità non solo da un punto di vista economico, ma anche sociale e culturale”.
Parole accolte con grande attenzione dalla platea, anche perché rappresentano il filo conduttore di un’esperienza lunga sedici anni. Un periodo in cui la banca ha consolidato il proprio ruolo economico, ma anche il proprio legame con il tessuto sociale dell’Alto Garda e del Trentino.
Zampiccoli ha ricordato con orgoglio anche il sostegno garantito al mondo del volontariato e dell’associazionismo: circa 3,5 milioni di euro distribuiti nell’ultimo anno a favore di 800 associazioni ed enti del territorio.
E il futuro, in questo senso, sarà ancora più ambizioso. L’assemblea ha infatti approvato la proposta del consiglio di amministrazione di aumentare da 4 a 5 milioni di euro il fondo beneficenza destinato al territorio.
Nel suo intervento, il presidente onorario ha poi richiamato anche il tema del ricambio generazionale, altro pilastro strategico della banca. Oggi la Cassa Rurale impiega circa 380 dipendenti, equamente suddivisi tra donne e uomini, con un percorso già avviato di inserimento di giovani risorse per accompagnare il futuro dell’istituto.
Nel frattempo si apre ufficialmente l’era di Matteo Grazioli, avvocato cinquantenne di Riva del Garda, amministratore della banca dal 2003 e vicepresidente dal 2012. Un passaggio di consegne che segna una nuova fase, ma nel segno della continuità.
Perché, come emerso chiaramente durante l’assemblea, la Cassa Rurale AltoGarda-Rovereto non vuole essere soltanto una banca. Vuole continuare a essere un pezzo di storia economica e sociale dell’Alto Garda e del Trentino.
Nicola Filippi