Arco, bicicletta e carriola gettate nel Sarca

Redazione16/05/20265min
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Una bicicletta da donna. Una carriola praticamente nuova. Finite dentro il Sarca come fossero rifiuti qualsiasi.
La fotografia, scattata oggi — sabato 16 maggio — dal ponte ciclopedonale nei pressi della casa di cura Villa Regina, dietro i ruderi dell’ex oratorio di Arco, racconta una scena che lascia sconcertati. Nel letto del fiume, tra l’acqua limpida e i sassi del greto, si vedono chiaramente i due oggetti abbandonati. Un gesto che appare volontario. E che difficilmente può essere liquidato come semplice distrazione.
Un episodio che fa discutere. E che riporta ancora una volta al centro il tema del rispetto degli spazi pubblici e dell’ambiente.
Il punto in cui è stata scattata la fotografia è uno dei luoghi più frequentati della zona. Ciclisti, famiglie, sportivi e residenti attraversano quotidianamente quel tratto di passerella ciclopedonale che collega l’area di Villa Regina ai percorsi lungo la Sarca. Un contesto naturale prezioso. A pochi metri dai ruderi dell’ex oratorio di Arco, luogo carico di storia e memoria, che da anni però attende ancora una concreta prospettiva di recupero e riqualificazione.

 

 

E proprio questo contrasto colpisce ancora di più. Da una parte la bellezza del paesaggio fluviale. Dall’altra oggetti gettati nell’acqua senza alcun rispetto.
L’origine del gesto, naturalmente, resta ignota. Impossibile dire chi abbia abbandonato quella bicicletta e quella carriola nel Sarca. Ma l’episodio si inserisce dentro una serie di segnali che negli ultimi mesi hanno acceso più volte il dibattito cittadino sul tema dell’inciviltà e degli atti vandalici.
Solo poche settimane fa erano stati denunciati nuovi danneggiamenti ai Giardini storici di Arco. Panchine rotte, spaccate o vandalizzate. Ben nove dalla fine del 2024, come aveva spiegato la sindaca Arianna Fiorio (leggi l’articolo) intervenendo dopo gli episodi che avevano colpito il centro cittadino.
«Non è solamente un atto vandalico: è un gesto deprecabile verso un dono alla nostra città e simbolo dell’amicizia tra comunità», aveva dichiarato la prima cittadina commentando anche il danneggiamento della statua di San Venceslao, in via Caproni Maini.
Un episodio che aveva profondamente colpito la comunità arcense. La mano destra della statua era stata staccata e ritrovata ai piedi del monumento. La statua, simbolo del legame storico tra Arco e la comunità cecoslovacca, è stata nel frattempo restaurata e riportata al suo posto con lo stendardo e la mano nuovamente sistemati.
Sempre sul tema del rispetto degli spazi pubblici era intervenuta anche l’assessora all’ambiente Chiara Parisi (leggi l’articolo), richiamando l’attenzione sul valore del patrimonio verde cittadino e sulle difficoltà sempre più frequenti causate dai comportamenti incivili. «I nostri parchi e giardini rappresentano una risorsa e un luogo di ristoro per ciascuno di noi», aveva sottolineato Parisi, ricordando come vandalismi, monumenti danneggiati, arredi urbani distrutti e aiuole rovinate finiscano per sottrarre tempo e risorse alla manutenzione e al miglioramento degli spazi pubblici.
E anche l’immagine scattata oggi nel fiume Sarca sembra inserirsi dentro questo clima di crescente incuria.
Perché dietro una bicicletta gettata nel fiume o una carriola abbandonata nell’acqua non c’è soltanto un danno materiale.
C’è un problema culturale. Di rispetto verso l’ambiente, verso il bene pubblico e verso luoghi che appartengono all’intera comunità.
Basta poco per sporcare, danneggiare o degradare un territorio. Molto di più, invece, serve per custodirlo, valorizzarlo e trasmetterlo alle generazioni future.

(n.f.)