Alpini e Schützen dai Pensionati di Riva per ricordare la Grande Guerra

Una sala gremita, un pubblico attento e un messaggio forte: la memoria storica può diventare un atto di volontariato e di responsabilità collettiva. È questo il senso della conferenza di fine anno “Vinti e dimenticati”, ospitata al circolo pensionati di Riva del Garda e organizzata dall’associazione culturale Schuetzen Kompanie am Gardasee, presieduta da Gerardo Gaiatto, insieme al Gruppo Alpini di Tenno, guidato dal capogruppo Sergio Galas.
La serata ha messo al centro una pagina complessa e a lungo rimossa della storia locale: quella dei nonni e bisnonni dell’Alto Garda e della Ledro che, durante la Prima Guerra Mondiale, combatterono nell’esercito austro-ungarico. Alcuni furono arruolati come Kaiserjäger sul fronte orientale in Galizia contro l’esercito russo; altri prestarono servizio come milizia territoriale volontaria (Standschützen) per difendere Riva del Garda, Arco e Tenno dall’avanzata delle truppe del Regno d’Italia.
Durante l’incontro è stata presentata l’approfondita ricerca di Marialuisa Galas sui Kaiserjäger di Tenno, frutto di anni di studio e consultazione di archivi. Sono state inoltre illustrate le modalità per recuperare informazioni sui caduti della Grande Guerra, sia a livello provinciale sia attraverso il Landesarchiv di Innsbruck, offrendo strumenti concreti a chi oggi desidera ricostruire la propria storia familiare.
Grande interesse hanno suscitato anche i due video proiettati nel corso della serata che hanno mostrato una sequenza di fotografie originali del campo di battaglia galiziano, provenienti dall’Archivio di Stato di Vienna. Momenti di forte intensità emotiva sono arrivati con la lettura di estratti diari di Kaiserjäger e di sfollati altogardesani e ledrensi deportati in Boemia e Moravia, accompagnati dalla musica di Flavio Prada e della moglie Marly Kerpe.
«Il successo della serata – ha sottolineato il presidente Gaiatto – è dovuto anche a un fatto inedito: per la prima volta nell’Alto Garda e Ledro una rappresentanza di Alpini e una di Schützen hanno scelto di commemorare insieme i nostri nonni e bisnonni di lingua italiana che combatterono contro l’annessione al Regno d’Italia, una memoria che durante il Fascismo fu vietata per legge».
Un esempio concreto di come il volontariato culturale possa diventare ponte tra comunità, superare divisioni ideologiche del passato e restituire dignità a storie rimaste troppo a lungo nell’ombra. Un’esperienza che, come annunciato dagli organizzatori, potrà essere riproposta continuando a coltivare memoria, dialogo e partecipazione civica.










