Ad Arco il dialetto con Livio Andreatta, passione e interiorità

Redazione17/05/20243min
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Ah la Merica, la Merica.
Ensognada quande se begava
per le groste de polenta
sul font del paròl…
Questi versi, letti da Alessandro Parisi, hanno introdotto l’incontro con Livio Andreatta, il poeta dialettale di Bedollo sull’altopiano di Pinè giunto ad Arco alla libreria Cazzaniga per “En dialèt al més”, l’iniziativa letteraria avviata da due anni dall’associazione culturale “Giacomo Floriani”. Perché questi versi? Perché Livio Andreatta, figlio di contadini, è anche fratello di emigranti e quindi il tema dell’emigrazione lo conosce molto bene e da vicino tanto da dedicargli non poche poesie cariche di pathos, passione, sprazzi di interiorità non comuni. E alcune di queste poesie le ha offerte al numeroso pubblico accorso anche questa volta per conoscere da vicino uno scrittore che ha saputo presentarsi in modo compiuto ed efficace raccontando di sé, della sua famiglia, della sua storia legata ad un territorio che ha delineato magistralmente con poesie colte qua e là dal suo unico libro “Doman… do man”. Particolare attenzione è stata riservata ai piccoli paesi in abbandono, al mondo del passato e a quello attuale spesso in contrapposizione, alle montagne che ama frequentare insieme alla moglie.
Alessandro Parisi, moderatore come sempre dell’incontro, ha favorito la conversazione fra Andreatta e le persone presenti, suscitando una partecipata discussione sull’importanza e sul valore del dialetto nei testi poetici. Lo scrittore di Bedollo, presente con la moglie Patrizia, la figlia Alice e le nipotine Nora ed Elsa, ha letto anche alcune poesie in lingua che non sono risultate inferiori a quelle che privilegiano la parlata locale. In conclusione ha ribadito la sua passione per la scrittura dialettale che lo porta a comporre frequentemente, anche se è piuttosto restio a pubblicare i suoi testi le cui esposizioni intimistiche vorrebbe mantenerle private. Su questo aspetto c’è stato un vivace dibattito fra coloro che approvano queste sue intenzioni e coloro che invece sostengono che il poeta deve comunque aprirsi e così manifestare in pubblico anche gli angoli più riposti della sua personalità.
Il prossimo incontro, prima della pausa estiva, sarà con Francesca Candotti il 18 giugno prossimo, sempre alle 17.30 e sempre presso la libreria Cazzaniga di via Segantini ad Arco.

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