Addio a Fabiano Vivaldi, protagonista del turismo di Torbole

Redazione12/10/20264min
nago torbole - fabiano vivaldi, foto tajom

Ci sono persone che attraversano la storia di una comunità lasciando un segno discreto ma profondo. Persone che hanno ricoperto incarichi importanti, contribuito alla crescita del territorio, ma che nella memoria degli amici rimangono soprattutto per una stretta di mano, una chiacchierata e quelle lunghe serate estive trascorse sulle panchine del porto di Torbole. Una di queste era Fabiano Vivaldi, originario di Nago, già presidente dell’Azienda autonoma di soggiorno di Torbole e successivamente dirigente della Provincia autonoma di Trento, la cui scomparsa viene ricordata con affetto da Aldo Tajom Tavernini, autentica memoria storica della comunità torbolana.

 



 

A dare notizia della morte è proprio Tavernini, con un breve e significativo messaggio pubblicato sul gruppo Facebook Amo Torbole. «Fabiano Vivaldi, di Nago, ma grande amico di Torbole, ci ha lasciato. Una brava persona». Poche parole, semplici e sincere, che raccontano il legame di Vivaldi con un paese al quale aveva dedicato una parte importante della propria vita.

Dal turismo alla Provincia, una vita al servizio del territorio
Negli anni Settanta Fabiano Vivaldi fu presidente dell’Azienda autonoma di soggiorno di Torbole, in una stagione particolarmente significativa per lo sviluppo turistico del Garda trentino.
Erano gli anni in cui il territorio consolidava la propria vocazione all’ospitalità, preparandosi alle trasformazioni che avrebbero progressivamente cambiato il volto del turismo gardesano.
Successivamente Vivaldi intraprese un percorso professionale nell’amministrazione provinciale, arrivando a ricoprire un ruolo dirigenziale nell’ambito dell’assessorato al commercio.
Una testimonianza della sua attività compare anche nella pubblicazione storica Gli uomini del latte, dedicata alla cooperazione lattiero-casearia trentina. Il suo nome viene ricordato accanto a quello del collega Ennio Tonetta, tra i funzionari impegnati negli anni Ottanta nella promozione e valorizzazione dei prodotti del territorio.
Un impegno che racconta un’altra dimensione del suo lavoro: quella legata allo sviluppo economico e alla valorizzazione delle produzioni trentine.

Quelle serate sulle panchine del porto
Ma nel ricordo di Aldo Tavernini non sono gli incarichi istituzionali a occupare il posto principale. Sono piuttosto i momenti condivisi, la frequentazione del paese, il piacere di ritrovarsi.
«Nei momenti liberi veniva a Torbole, dove si sentiva a suo agio. Nelle serate estive partecipava alle sedute sulle panchine del porto».
Un’immagine che appartiene alla Torbole di una volta, quella delle conversazioni all’aperto, delle amicizie coltivate negli anni e delle persone che si ritrovavano a osservare il lago, raccontandosi la vita e le novità del paese.
È forse proprio questa la testimonianza più preziosa lasciata da Tavernini: il ricordo dell’uomo, prima ancora che dell’amministratore e del dirigente pubblico.
«Ciao caro amico, noi vecchi torbolani abbiamo di te un bel ricordo. Condoglianze alla famiglia».
Un saluto semplice, affettuoso, che restituisce a Fabiano Vivaldi un posto nella memoria collettiva di Nago e Torbole. Tra la storia del turismo, il servizio nelle istituzioni e quelle panchine affacciate sul lago, dove anche una conversazione poteva diventare un piccolo pezzo di storia del paese.

(nf)