Nadia Bredice e Sonia Cipriani oro europeo, orgoglio ArcoClimbing

Redazione14/09/20264min
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Ci sono medaglie che raccontano molto più del risultato scritto sull’ordine d’arrivo. Raccontano fiducia, voce, ascolto, movimenti costruiti insieme e ore di allenamento. Quella conquistata a Laval da Nadia Bredice, insieme alla sua guida blind Sonia Cipriani, appartiene certamente a questa categoria: oro nella World Climbing Para Series e, nello stesso giorno, titolo di campionessa europea 2026 nella categoria B1.

 

 

Sono trascorsi alcuni giorni dalla competizione francese, disputata il 29 e 30 agosto, ma il risultato merita di essere sottolineato anche per il forte legame con Arco, dove Bredice cresce sportivamente all’interno della famiglia di ArcoClimbing e del movimento del paraclimbing azzurro.
A Laval Nadia ha firmato una prova di grande qualità. In finale ha scalato con sicurezza ed eleganza fino alla presa 51, riuscendo a mettere una distanza importante tra sé e le avversarie. Una prestazione che le è valsa contemporaneamente il successo nella tappa internazionale e la corona continentale.
Ma sulla parete Nadia non è mai veramente sola. Accanto a lei, da terra, c’è Sonia Cipriani. Nel paraclimbing per atleti non vedenti e ipovedenti il rapporto con la guida è parte essenziale della prestazione: indicazioni, tempi e comunicazione devono trasformarsi quasi in un unico gesto atletico.
ArcoClimbing parla infatti di un traguardo «costruito con impegno, determinazione, fiducia e tanto lavoro di squadra», sottolineando la sintonia fra le due atlete, «fondamentale in ogni passo, ogni movimento e ogni emozione vissuta sulla parete».
Laval ha regalato, più in generale, giornate importanti a tutto il paraclimbing italiano, con Arco ancora una volta punto di riferimento per diversi protagonisti della Nazionale. Nei giorni francesi erano arrivati anche l’oro e il titolo europeo di Lucia Capovilla nella categoria AU2, mentre David Kammerer aveva chiuso quarto nella World Series conquistando contemporaneamente il bronzo europeo. Tra gli azzurri capaci di raggiungere le finali anche altri atleti che fanno riferimento al percorso federale sviluppato ad Arco.
È un patrimonio sportivo che va oltre le singole medaglie. Il Centro federale arcense, al Climbing Stadium di Prabi, continua infatti a essere luogo di allenamento, confronto e crescita per il movimento paralimpico italiano.
E l’immagine di Nadia e Sonia sintetizza forse meglio di tante parole il significato di questa disciplina: una atleta sulla parete, una guida che diventa i suoi occhi e una fiducia reciproca che deve essere assoluta. A Laval quella sintonia le ha portate fino in cima all’Europa. E con loro, ancora una volta, è salita anche Arco, città dell’arrampicata.

(n.f.)