Sulla nuova ciclabile Arco-Nago convivenza impossibile coi trattori

Il Comune di Arco, rappresentato dal vicesindaco Marco Piantoni, ha preso parte nella mattina di mercoledì 12 agosto all’incontro organizzato da un gruppo di coltivatori di olivi dei Comuni di Arco e di Nago-Torbole che hanno come unico accesso al proprio campo la vecchia Maza, da due mesi trasformata dalla Provincia in pista ciclabile turistica.
I coltivatori hanno spiegato come la nuova ciclabile renda estremamente difficoltoso e oneroso per loro raggiungere e campi, dato che il regolamento stabilito dalla Provincia prevede l’accesso solo seguendo la direzione in discesa, quella da Nago ad Arco. I coltivatori sono quindi costretti a recarsi a Nago percorrendo la viabilità ordinaria, anche con i mezzi agricoli, per poi scendere verso il proprio campo, con tempi di percorrenza irragionevoli. Tutto questo con un problema molto rilevante di sicurezza, causa la mole di biciclette che percorre la nuova ciclabile e per la velocità spesso molto sostenuta, causata dalla forte discesa.
L’accesso ai campi è riservato ai mezzi dei proprietari previo ottenimento di una specifica autorizzazione, il che potrebbe creare problemi quando qualcuno dei familiari si rende disponibile ad aiutare nei lavori (in particolare la raccolta), dato che non può accedere al fondo con mezzi propri.
Il percorso è stato classificato come ciclabile esclusiva. A questo proposito il vicesindaco Piantoni di aver già chiesto al Servizio gestione strade della Provincia chiarimenti a questo riguardo per l’accessibilità dei pedoni e di aver ottenuto la seguente risposta: «Indicazioni estratte dal Codice della Strada: l’art. 190 in particolare prevede che i pedoni circolino su marciapiedi o su appositi spazi predisposti. Su una pista ciclabile esclusiva (come su una strada senza divieti espliciti), i pedoni possono transitare vista l’assenza di marciapiedi, banchine o di percorsi pedonali alternativi. In tutti questi casi, il pedone deve camminare obbligatoriamente in senso contrario a quello di marcia per poter avvistare i ciclisti in arrivo. È evidente che il pedone può quindi circolare su un percorso ciclabile esclusivo come quello di recente apertura tra Nago e Pratosaiano, vista anche l’immissione verso la parte alta del tracciato del sentiero da Torbole e la presenza di numerosi accessi privati per la coltivazione dei fondi. Allo stesso tempo si tratta di un livello differente da quello fin’ora adottato lungo i percorsi ciclopedonali promiscui, il pedone è infatti “ospite” e la percorrenza principale è quella dei ciclisti.»
I problemi causati dalla nuova ciclabile, hanno spiegato i coltivatori, sono talmente impattanti da prefigurare un diffuso abbandono delle coltivazioni, oltre che una drastica diminuzione del valore degli oliveti.
Il vicesindaco ha spiegato come l’amministrazione abbia saputo solo dopo l’apertura della strada della sua qualificazione come ciclabile esclusiva e delle regole di accesso previste per i titolari degli oliveti. Ha quindi provveduto a confrontarsi con il dirigente del Servizio SOVA, incaricato della gestione della rete ciclabile provinciale, e ha informato anche il sindaco di Nago-Torbole delle criticità emerse.
La soluzione prospettata è la convocazione di un tavolo di confronto con la Provincia con l’obiettivo di ricercare soluzioni di convivenza indispensabili su un percorso promiscuo che non penalizzino chi si trova a dover lavorare utilizzando quella strada e che consentano il transito di agricoltori, ciclisti e pedoni.
Questo dovrà avvenire attraverso regole che consentano di gestire i rischi legati alla presenza di mezzi agricoli in manovra e al contemporaneo passaggio dei ciclisti.
La presenza di un percorso caratterizzato da una forte pendenza, reso particolarmente scorrevole dalla pavimentazione di tipo stradale, imporrà sicuramente scelte attente e articolate su diversi piani.













