Ponte di Arco, Ottobre sfida Piantoni sui tempi: «Si potevano limitare i disagi»

Non è più in discussione soltanto se l’opera fosse necessaria, ma se nove mesi (o forse, di più) di cantiere fossero davvero inevitabili. È su questo terreno che Mauro Ottobre, consigliere comunale di opposizione di Arco Dinamica, porta un nuovo affondo sul cantiere delle passerelle del ponte storico sulla Sarca, annunciando che la questione approderà nel prossimo consiglio comunale. L’intervento arriva dopo le parole del vicesindaco Marco Piantoni, che nei giorni scorsi aveva riconosciuto i disagi provocati dai lavori, difendendo però la necessità di realizzare un’opera programmata da tempo e illustrando le misure adottate per governare la difficile viabilità. Ottobre parte da un punto condiviso: «Che i lavori al ponte andassero fatti, siamo tutti d’accordo». È sulle modalità che il giudizio cambia radicalmente.
Secondo il consigliere, infatti, sarebbe stato possibile impostare diversamente l’appalto prevedendo strumenti capaci di incentivare una conclusione anticipata dei lavori. «Limitare i disagi era possibile», sostiene Ottobre, indicando tra le possibilità il lavoro notturno e soprattutto un premio economico legato alla riduzione dei tempi.
La sua tesi è che, davanti a un cronoprogramma di nove mesi e considerando la particolare vocazione turistica di Arco, l’amministrazione avrebbe dovuto valutare procedure e condizioni contrattuali finalizzate ad accelerare il cantiere.
Ottobre richiama in particolare l’articolo 126 del Codice dei contratti pubblici, che disciplina penali e premi di accelerazione. L’istituto del premio per l’ultimazione anticipata è effettivamente previsto dalla normativa, secondo modalità e condizioni definite contrattualmente.
Da qui la questione che Arco Dinamica intende sollevare in aula consiliare: verificare se e come questa possibilità sia stata valutata nella progettazione e nell’affidamento dell’opera.
Ottobre allarga infine il ragionamento alla gestione complessiva dei lavori pubblici in una città turistica, citando anche il precedente del parcheggio ex Carmellini. A suo giudizio Arco dovrebbe adottare, quando possibile, modalità capaci di ridurre maggiormente l’impatto dei cantieri sulla vita cittadina.
Il confronto, dunque, si sposta adesso in consiglio comunale: non sull’utilità delle passerelle, ma sul prezzo che la città deve pagare, in termini di tempi e disagi, per riuscire a realizzarle. (n.f.)










