Rugby senza casa, il Centrodestra attacca: «Basta rinvii, serve una soluzione concreta»

Il campo del Rugby Alto Garda torna al centro dello scontro politico. Il Centrodestra autonomista interviene con una nota molto dura contro la Giunta Zanoni, accusandola di aver accantonato il percorso avviato dalla precedente amministrazione senza avere finora individuato una soluzione alternativa per il futuro della società. Nel mirino finiscono anche Voce Comune per Riva ed Elisabetta Aldrighetti, accusate dal Centrodestra di aver rilanciato una battaglia già avviata nei giorni scorsi dalle consigliere Cristina Santi e Silvia Betta, che hanno depositato un’interpellanza proprio per chiedere chiarimenti sulla futura “casa” del rugby rivano.
Il comunicato utilizza toni molto netti e rivendica il lavoro svolto nella precedente consiliatura: secondo il Centrodestra, la questione non nascerebbe oggi, ma da un percorso avviato dalla passata amministrazione, che aveva individuato nell’adeguamento del campo di Varone una possibile risposta alle esigenze del Rugby Alto Garda.
Le critiche si concentrano soprattutto sulla linea indicata dal sindaco Alessio Zanoni, secondo il quale la soluzione dovrebbe essere cercata su scala territoriale, coinvolgendo l’intero Alto Garda. Per il Centrodestra, però, questo approccio rischierebbe di trasformarsi in un rinvio, mentre il tempo continua a scorrere e il problema resta aperto.
Il nodo: cosa succederà dal settembre 2027?
Al di là dello scontro politico, la questione è concreta. La Rugby Alto Garda è una realtà radicata nel territorio, con un’attività che va dai più piccoli fino alla squadra Senior. Oggi utilizza diversi impianti per gli allenamenti, mentre le partite ufficiali trovano spazio soprattutto al campo di Rione De Gasperi.
Proprio quel terreno, però, da settembre 2027 è destinato a diventare la nuova casa dell’Hockey Club Riva del Garda.
Da qui nasce la domanda che accompagna ormai da tempo la società rugbistica: dove potrà disputare le proprie gare quando il campo non sarà più disponibile?
La soluzione Varone avviata nel 2025
Una possibile risposta era stata individuata dalla precedente amministrazione. Nel febbraio 2025 la Giunta Santi aveva sostenuto la richiesta di finanziamento della Benacense per il rifacimento del terreno sintetico di Varone, prevedendo una superficie con caratteristiche compatibili sia con il calcio sia con il rugby. L’investimento ipotizzato era di circa 590 mila euro, con una copertura prevista per il 75% da parte della Provincia e per il restante 25% dal Comune. Quella prospettiva aveva ricevuto anche il sostegno del presidente del Rugby Alto Garda Claudio Zanoni, che aveva visto nell’intervento la possibilità di offrire finalmente una “casa” più stabile alla società.
Con il cambio di amministrazione, però, quella strada non è proseguita. La nuova Giunta ha sostenuto che il progetto di Varone non fosse arrivato a un livello tale da poter essere considerato una soluzione già definita e ha scelto di affrontare la questione su una dimensione più ampia, coinvolgendo gli altri Comuni dell’Alto Garda.
Il tavolo territoriale e una risposta che ancora manca
Nel marzo scorso l’assessore allo sport Mario Caproni aveva convocato un confronto tra Riva, Arco, Dro, Nago-Torbole, Comunità di Valle, CONI e Rugby Alto Garda. Dal tavolo era emersa soprattutto la difficoltà di trovare una soluzione per la prima squadra, che necessita di un impianto con misure e caratteristiche specifiche. Da allora, però, una destinazione definitiva non è ancora stata individuata. Ed è proprio su questo punto che nelle scorse settimane è tornato a intervenire il presidente Claudio Zanoni, con parole molto chiare: «Non chiediamo un altro tavolo. Chiediamo un progetto, un programma, una tempistica e una soluzione concreta». Una posizione che riassume bene il sentimento della società: nessuna contrapposizione con l’hockey, ma la necessità di poter programmare il proprio futuro con certezze e tempi definiti.
Lo scontro con Voce Comune
Nel nuovo comunicato, il Centrodestra autonomista attacca anche Elisabetta Aldrighetti e Voce Comune per Riva, accusandoli di aver rilanciato sui social e sulla stampa una battaglia già portata avanti dal precedente schieramento. Si tratta di una lettura politica dei firmatari. Voce Comune aveva infatti sostenuto a sua volta che l’ipotesi Varone potesse rappresentare almeno una soluzione transitoria, in attesa di un progetto territoriale più ampio.
Il confronto, dunque, continua a muoversi su due piani: quello politico, fatto di accuse reciproche sulla paternità delle proposte e sulle scelte compiute dalle diverse amministrazioni, e quello concreto della società sportiva. Ed è quest’ultimo il nodo che resta sul tavolo. Settembre 2027 continua ad avvicinarsi. E mentre il confronto politico si accende, il Rugby Alto Garda attende ancora di conoscere quale sarà la propria casa.
(n.f.)










