Addio a Roberto Pellegrini, il ricordo del Pd Trentino: «Aveva il coraggio di guardare oltre»

Profondamente rivano, ma con lo sguardo sempre rivolto oltre l’orizzonte. «Aveva il coraggio di immaginare sempre ciò che poteva esserci un po’ più in là». È forse questa la frase che meglio racconta Roberto Pellegrini, presidente di Riva del Garda Fierecongressi scomparso a 76 anni venerdì 7 agosto, nel ricordo affidato dal Partito democratico del Trentino e dal Gruppo consiliare provinciale. Un altro messaggio di cordoglio che arriva in queste ore, ma anche il ritratto di un uomo che ha attraversato per decenni la vita politica, economica e cooperativa non soltanto di Riva del Garda e dell’Alto Garda, ma dell’intero Trentino.
«Roberto aveva un’intelligenza vivace, una curiosità mai appagata e una capacità non comune: sapeva trasformare gli ideali in progetti, attività e occasioni concrete di sviluppo sociale ed economico», ricordano dal Pd. Un uomo, sottolineano, poco incline a fermarsi alle dichiarazioni: «Cercava sempre il modo di mettere a terra un’idea, di farla diventare impresa, lavoro, cooperazione, crescita per la comunità».
Una filosofia che Pellegrini ha portato nel lungo impegno alla guida della Cooperativa Mimosa e, dal 2007, alla presidenza di Riva del Garda Fierecongressi. Un incarico interpretato come responsabilità e capacità di indicare una direzione, mettendo «autorevolezza, relazioni ed energie» al servizio del territorio. Negli anni della sua presidenza il sistema fieristico e congressuale rivano ha rafforzato la propria dimensione internazionale, mantenendo però saldo il rapporto con la comunità gardesana.
Ed è proprio qui che il ricordo assume una sfumatura quasi intima: «Era profondamente rivano e, proprio per questo, guardava lontano. Come se l’aria del lago lo spingesse continuamente oltre l’orizzonte».
Pellegrini è stato anche uomo di politica. Segretario provinciale e dirigente del Pci, consigliere comunale a Riva del Garda e nel 2013 candidato del Partito democratico alle elezioni provinciali. «Diceva ciò che pensava, anche quando era scomodo. Era pronto a metterci la faccia». Per lui, ricorda il Pd, la politica non era separata dal lavoro e dalla vita, ma «un altro modo di prendersi cura della comunità».
Alla famiglia arriva infine la vicinanza del partito e del gruppo provinciale. E rimane il ricordo di «una voce libera, un’intelligenza inquieta e costruttiva». Di un uomo che, dalla sua Riva, non ha mai smesso di guardare un po’ più lontano. (n.f.)










