Parco delle Braile, via al cantiere: sicurezza, biodiversità e… ombra

È uno dei polmoni verdi più frequentati di Arco, a due passi dall’ospedale civile, luogo di gioco, passeggio, incontro e sosta quotidiana per famiglie, bambini, anziani, lavoratori e pazienti. Il Parco delle Braile torna al centro dell’attenzione con l’avvio di un nuovo intervento di riqualificazione che riguarda le aree esterne del chiosco, punto di riferimento ormai consolidato all’interno del parco insieme al locale Sottotetto, altra presenza conosciuta e frequentata che contribuisce a rendere quest’area verde un luogo vivo, attraversato e abitato durante l’intera giornata.
A darne notizia è Alessandro Manara, giovane consigliere comunale delegato dalla giunta Fiorio, che ha annunciato l’inizio dei lavori di sistemazione degli spazi a servizio del bar. Un cantiere mirato, ma significativo, perché va a intervenire su una delle zone più vissute del parco. L’intervento prevede nuove pavimentazioni in larice e la realizzazione di un sistema drenante, pensato per risolvere le problematiche idrauliche e prevenire gli allagamenti che in passato hanno interessato l’area.
L’obiettivo, spiega Manara, è chiaro: migliorare “sicurezza, fruibilità e qualità degli spazi a servizio del chiosco”, valorizzando un’area pubblica importante per la comunità. Durante i lavori il bar resterà comunque regolarmente aperto tutti i giorni, dalle 8.30 alle 22.00, così da non interrompere quel presidio sociale che negli ultimi anni ha contribuito, assieme al Sottotetto, a rendere il Parco delle Braile ancora più frequentato e vissuto.
Ma il cantiere del chiosco si inserisce in una visione più ampia. Ai primi di maggio era stata l’assessora all’ambiente Chiara Parisi a fare il punto sulla gestione del verde del parco, difendendo una scelta precisa: non inseguire l’idea del prato perfetto, uniforme e artificiale, ma costruire un equilibrio tra fruizione pubblica, risparmio idrico, biodiversità e benessere delle persone.
La gestione dei prati, aveva spiegato Parisi, segue indicazioni legate alla tutela dei suoli e della biodiversità. Le aree centrali, più utilizzate per il gioco libero, vengono mantenute rasate, mentre nelle zone laterali e sulle collinette si procede con sfalci alternati. Una scelta che ha favorito negli anni lo sviluppo di una vegetazione più resistente alla siccità, al freddo e al calpestio, capace anche di ospitare insetti utili come api solitarie, coccinelle e ditteri.
Non si tratta, dunque, di trascuratezza, ma di una diversa cultura del verde urbano. In un contesto cittadino sempre più impermeabilizzato e in estati segnate da caldo, scarsità d’acqua e stress climatico, i prati urbani assumono un valore nuovo. Non solo decoro, ma habitat. Non solo cornice, ma benessere. Parisi richiama anche il concetto di biofilia, il bisogno naturale delle persone di stare a contatto con la natura, con effetti positivi sul benessere psicofisico, in particolare per bambini e anziani.
Ed è proprio da qui che arriva anche una provocazione costruttiva alla giunta: accanto alla cura del prato e alla riqualificazione del chiosco, non è forse arrivato il momento di pensare a un rafforzamento importante delle alberature? Al Parco delle Braile sono in tanti, soprattutto tra le persone anziane, a chiedere più piante a chioma larga, capaci di offrire ombra vera e rendere il parco pienamente vivibile anche nelle giornate più calde. L’esempio è sotto gli occhi di tutti: nei giardini storici del centro di Arco, dove gli alberi sono frondosi e generosi, la calura estiva si percepisce in modo meno aggressivo e lo spazio pubblico resta accogliente, frequentato, umano.
Per questo il Parco delle Braile potrebbe diventare non solo un parco più ordinato e funzionale, ma anche un laboratorio di adattamento climatico urbano. Nuove alberature, scelte con attenzione, potrebbero offrire ombra, frescura, biodiversità e qualità paesaggistica, trasformando il Nelson Mandela in un luogo ancora più prezioso nelle estati sempre più torride che attendono anche l’Alto Garda.
Il Parco Nelson Mandela, insomma, cambia volto passo dopo passo. Con nuove pavimentazioni, più sicurezza e spazi più accoglienti attorno al chiosco, senza dimenticare il ruolo del Sottotetto, ma senza rinunciare alla sua identità più preziosa: quella di parco vivo, resiliente, imperfetto come la natura vera, capace di mettere insieme ambiente, comunità e qualità della vita.
Nicola Filippi












