Nago, Rinascita e Sviluppo attacca il Comune: «Troppi interrogativi sulla vicenda dell’acqua»

Redazione17/06/20264min
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La vicenda dell’ordinanza che lo scorso aprile ha vietato temporaneamente il consumo dell’acqua potabile a Nago e nel Quartiere Europa approda in Consiglio comunale e riaccende il confronto politico tra maggioranza e opposizione.
A portare il tema all’attenzione dell’aula è il gruppo consiliare “Rinascita e Sviluppo per Nago-Torbole“, composto da Giovanni Perugini, Giovanni Di Lucia, Adriano Vivaldi e Donatella Mazzoldi, che ha presentato un’interrogazione per fare luce sulle cause del problema e sulle modalità con cui l’emergenza è stata gestita dall’amministrazione comunale.
Secondo quanto riferito dall’opposizione, il sindaco Gianni Morandi avrebbe spiegato che il divieto di utilizzo dell’acqua per scopi potabili non era legato a una contaminazione sanitaria, bensì a una cosiddetta “anomalia organolettica”, ovvero a un’alterazione delle caratteristiche di gusto e odore dell’acqua distribuita nella rete.
Una spiegazione che però non convince i consiglieri di minoranza, i quali chiedono ulteriori chiarimenti sulle possibili cause del fenomeno. In particolare, viene richiamata l’ipotesi di un collegamento con alcune nuove tubazioni in acciaio installate nell’ambito dei lavori per la pista ciclopedonale tra Nago e Torbole.

 

 

L’opposizione evidenzia tuttavia come il tratto interessato dai lavori si trovi a valle dell’abitato, mentre le problematiche riscontrate riguardavano utenze situate a monte, circostanza che, secondo i firmatari dell’interrogazione, meriterebbe ulteriori approfondimenti tecnici.
Uno degli aspetti più contestati riguarda la mancata attivazione delle misure previste dal Piano comunale di Protezione Civile per i casi di emergenza legati all’approvvigionamento idrico.
Secondo “Rinascita e Sviluppo”, il piano prevede il coinvolgimento dei Vigili del Fuoco volontari e la possibilità di garantire la distribuzione di acqua potabile attraverso autobotti o altri sistemi sostitutivi. L’amministrazione avrebbe invece ritenuto che non vi fossero i presupposti per attivare tali procedure, poiché l’erogazione dell’acqua non era mai stata interrotta e la risorsa continuava a essere disponibile per gli usi non potabili.
Una valutazione che l’opposizione giudica discutibile. «L’acqua era presente nei rubinetti ma non poteva essere utilizzata per bere o cucinare», osservano i consiglieri, sostenendo che per molti cittadini la situazione sia stata vissuta come una vera e propria emergenza.
Nel mirino finisce anche la comunicazione istituzionale. Pur riconoscendo l’utilizzo dei canali digitali e dei social network da parte del Comune, l’opposizione ritiene che l’informazione non abbia raggiunto tempestivamente tutte le fasce della popolazione.
Tra le criticità segnalate figurano l’assenza di cartellonistica informativa presso alcune fontane pubbliche, le difficoltà incontrate da anziani e cittadini meno avvezzi agli strumenti digitali e i tempi di comunicazione alle scuole, agli asili e ad alcune attività economiche.
Per il gruppo consiliare l’episodio si è concluso senza conseguenze sanitarie e senza particolari disagi permanenti, ma avrebbe evidenziato alcune fragilità nella gestione dell’imprevisto e nella comunicazione alla popolazione.
L’interrogazione sarà ora discussa in Consiglio comunale, dove la minoranza chiederà ulteriori chiarimenti sulle cause dell’episodio e sulle procedure adottate dall’amministrazione durante i giorni di validità dell’ordinanza.