Dro e la sua storia: il Grande Disegno di Comunità emoziona

Una serata capace di unire generazioni, associazioni e istituzioni nel segno della memoria e dell’identità collettiva. A Dro il “Grande Disegno di Comunità” si è trasformato in qualcosa di più di un progetto culturale: un autentico viaggio nelle radici del territorio, accolto da una partecipazione che ha confermato il forte legame della comunità con la propria storia.
Promossa dalla Pro Loco Sant’Antonio Dro APS e dalla Filodrammatica Cedro APS, con la collaborazione del Coro Cima Verde, la serata andata in scena sabato ha richiamato numerosi cittadini, volontari, rappresentanti delle associazioni e delle istituzioni, tutti riuniti attorno a un’opera che racconta il cammino di Dro attraverso i secoli.
«Una comunità che si ritrova nelle proprie radici, nella propria memoria e nella propria storia», ha sottolineato il presidente della Pro Loco, Sebastiano Matteotti, sintetizzando il significato più profondo dell’iniziativa. «Il Grande Disegno di Comunità nasce da un lungo percorso di ricerca, ascolto e condivisione che ha coinvolto cittadini, associazioni e realtà locali, trasformando ricordi, testimonianze e valori comuni in un’opera destinata a diventare patrimonio collettivo».
La serata, condotta dallo stesso Matteotti insieme a Vilma Calzà, ha avuto il suo momento simbolico nella scopertura dell’opera realizzata dall’artista Martina Pomari. A svelarla sono stati la sindaca di Dro e socia emerita della Pro Loco, Ginetta Santoni, assieme ai soci emeriti Maria Trenti e Remigio Flessati.
Accanto alla prima cittadina erano presenti il presidente del Consiglio provinciale Claudio Soini e la presidente della Federazione Trentina delle Pro Loco Monica Viola, che nei loro interventi hanno evidenziato il valore di iniziative capaci di custodire e trasmettere alle nuove generazioni il patrimonio culturale, linguistico e sociale delle comunità locali.
Il Grande Disegno di Comunità racconta la storia di Dro attraverso un mosaico di vicende ed emozioni: il rapporto con il fiume Sarca, l’antico insediamento di Kas, la fede, il lavoro, l’emigrazione, le guerre e la ricostruzione. Un racconto corale che ha preso vita grazie a una formula particolarmente apprezzata dal pubblico, quella del “concerto di comunità”, dove musica, teatro, poesia e narrazione si sono intrecciati in un’unica grande storia condivisa.
Particolarmente intensi i passaggi dedicati all’evacuazione della popolazione durante la Prima guerra mondiale, all’emigrazione verso l’Europa e le Americhe, alle difficoltà del dopoguerra e alle sfide affrontate dalla comunità nel corso del Novecento.
Nel corso della serata è emerso più volte un concetto caro agli organizzatori: la memoria non come semplice nostalgia del passato, ma come strumento per comprendere il presente e costruire il futuro. Un messaggio che, come ha evidenziato Matteotti, trova forza proprio nella partecipazione registrata all’evento. «La straordinaria presenza di cittadini ha confermato ancora una volta quanto sia forte il desiderio della comunità di Dro di riconoscersi nella propria storia e di continuare a costruire insieme il proprio futuro».
Un patrimonio di memoria, tradizioni e solidarietà che continua a rappresentare una delle ricchezze più autentiche del territorio droato.
(n.f.)










