“Mi vedo bene così”: in mostra a Dro i luoghi del cuore degli anziani

Promuovere un invecchiamento attivo significa investire nel benessere dell’intera comunità. Con questa convinzione il Comune di Dro continua a sostenere iniziative volte a favorire la partecipazione sociale, culturale e civica delle persone anziane, riconoscendone il valore non solo sul piano individuale, ma anche collettivo.
Negli ultimi anni l’Assessorato alle Attività sociali, guidato dalla sindaca Ginetta Santoni e supportato dalla consigliera incaricata ai progetti con le persone anziane Zita Zanoni, ha sviluppato un percorso orientato a contrastare l’isolamento e la solitudine, prevenire il declino cognitivo e fisico e rafforzare il senso di appartenenza alla comunità. In questo contesto si inserisce il progetto fotografico intergenerazionale “Mi vedo bene così”, avviato lo scorso anno grazie alla collaborazione tra il Comune di Dro, il Consiglio di amministrazione della Residenza Molino di Dro e tre soci del Circolo Fotografico Fotogramma, Sonia Calzà, Adriana Tavernini e Marco Vecchi, insieme al coordinatore della struttura e a numerosi volontari.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di restituire centralità e significato alle storie degli ospiti della RSA attraverso la fotografia. I volontari hanno accompagnato gli anziani in diversi luoghi dell’Alto Garda e Ledro particolarmente significativi per la loro vita, permettendo loro di tornare nei luoghi dell’identità, della memoria e degli affetti. Le immagini raccolte raccontano così un viaggio personale e collettivo, fatto di ricordi, emozioni e legami con il territorio.
La mostra è stata inaugurata ieri alle 16 nella Sala Donna Fior del Centro Culturale di Dro, alla presenza della sindaca Ginetta Santoni, della presidente della RSA Antonella Genovesi, dei fotografi Marco Vecchi, Sonia Calzà e Adriana Tavernini, della consigliera Zita Zanoni, di don Stefano Anzelini, degli ospiti della struttura, dei loro familiari e di numerosi volontari e cittadini.
Particolarmente toccante è stato il momento dedicato ai racconti degli ospiti, che hanno spiegato le ragioni della scelta dei luoghi fotografati, condividendo ricordi, esperienze di vita e frammenti della propria storia personale. Testimonianze che hanno suscitato emozione e partecipazione tra il pubblico presente.
La mostra rimarrà aperta fino al 30 agosto 2026 e sarà visitabile negli orari di apertura della biblioteca. L’iniziativa è pensata anche per coinvolgere i gruppi estivi presenti sul territorio, come Grest e Casa Mia, favorendo l’incontro tra generazioni e la trasmissione della memoria collettiva.












