Arco, il PD boccia il primo anno della giunta Fiorio: «Si naviga a vista, manca una visione»

Redazione06/06/20265min
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A un anno dall’insediamento della giunta guidata dalla sindaca Arianna Fiorio, il Partito Democratico di Arco presenta un bilancio fortemente critico dell’azione amministrativa della coalizione ambientalista “Arco che Vorrei”. In un articolato documento firmato dai consiglieri comunali Gabriele Andreasi e Dario Ioppi e dal segretario del circolo Renato Miorelli, il giudizio finale è netto: «Il consuntivo che facciamo è tendenzialmente negativo».
Secondo i democratici, il principale limite emerso in questi primi dodici mesi sarebbe la mancanza di una chiara direzione politica. «Ad un certo punto l’esperienza bisogna farsela, se non la si ha, e bisogna cercare di smetterla di navigare a vista, ma avere un programma ben preciso», scrivono gli esponenti del PD, contestando il continuo richiamo della maggioranza alle difficoltà burocratiche, alla carenza di personale e alla complessità della macchina pubblica.
Nel mirino finisce anche la tenuta politica della coalizione. Il riferimento è all’uscita dei consiglieri di Onda dal movimento che aveva contribuito in maniera determinante alla vittoria elettorale del 2025. Una scelta che il PD definisce «un segnale preoccupante sulla reale tenuta dell’attuale maggioranza».
Sul tema della partecipazione cittadina, i democratici riconoscono l’avvio dei Comitati di Partecipazione ma esprimono dubbi sulle recenti modifiche organizzative. «Ci sembra venga ridotta l’autonomia prevista dal regolamento», osservano, temendo che venga meno uno degli elementi qualificanti promessi in campagna elettorale.
Le critiche si estendono poi alla riorganizzazione della struttura comunale. A quasi un anno dall’annuncio di una consulenza esterna da 20 mila euro per analizzare gli uffici comunali, il PD denuncia il silenzio calato sull’iniziativa: «Non solo i cittadini non ne sanno più nulla, ma neppure i consiglieri comunali hanno avuto informazioni in merito». Da qui la richiesta: «Certamente un po’ di trasparenza non guasterebbe».

 


 

Ampio spazio è dedicato anche alle grandi partite urbanistiche e patrimoniali della città. Dal Casinò municipale all’ex stazione autocorriere, fino all’ex Oratorio, il giudizio è severo. «AMSA ci appare avvolta da una nebbia informativa e di idee», scrivono gli esponenti democratici, chiedendosi quale sarà il destino di strutture da anni al centro del dibattito cittadino.
Non manca una stoccata sulla sicurezza. Pur riconoscendo il lavoro svolto dalle forze dell’ordine, il PD ricorda come l’amministrazione abbia promesso di accelerare sull’installazione della videosorveglianza. «Ottimo, ma perché l’assessora preposta non sa dare una tempistica su quando il sistema vedrà la luce?» si chiedono i firmatari del documento.
Particolarmente duro il passaggio dedicato alla mobilità. Secondo il PD, la giunta avrebbe progressivamente accantonato alcuni interventi strategici previsti dal Piano urbano della mobilità sostenibile (PUMS), mentre sul ponte storico e sulla gestione della viabilità cittadina «nutriamo forti perplessità relativamente alla soluzione adottata».
Preoccupazioni vengono espresse anche sul futuro della piana del Linfano e sugli effetti dell’apertura della Loppio-Busa. I democratici parlano di un territorio che «rischia in pochi mesi di soffocare di traffico» e accusano l’amministrazione di aver mostrato inizialmente «freddezza e immobilità» su un tema ritenuto cruciale per il futuro dell’Alto Garda.
Il passaggio finale è forse il più politico. Secondo il PD, dopo un anno di mandato non si intravede ancora il cambiamento annunciato. «Non basta fare annunci di quello che si vorrebbe fare, dandolo per fatto, ma bisogna metterci impegno e iniziare a realizzarlo», scrivono. E ancora: «Non abbiamo visto nulla, non vediamo nulla, se non inaugurazioni di fontane restaurate, sistemazioni di parchi gioco e piccola attività ordinaria».
Da qui la conclusione più severa: «Manca una visione per la città, per il suo futuro». Una bocciatura politica senza appello, accompagnata però dalla disponibilità a collaborare sui progetti ritenuti utili per la comunità, come già avvenuto sul servizio Bus&Go.
Un giudizio destinato ad alimentare il confronto politico arcense, mentre la giunta Fiorio si appresta ad affrontare il secondo anno di mandato e alcune delle sfide più delicate per il futuro della città.

(n.f.)