Variante di Torbole, Matteotti all’attacco di Fugatti: «L’Alto Garda non è suddito del principe»
Torna ad alzarsi la tensione politica attorno alla variante di Torbole e alle future scelte viabilistiche dell’Alto Garda. A intervenire, con toni durissimi, è il consigliere della Comunità di Valle Lucio Matteotti, che punta il dito contro il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti.
Al centro della polemica c’è la recente disponibilità manifestata da Fugatti ad incontrare i sindaci dell’Alto Garda per discutere della contestata variante di Torbole. Un’apertura che però, secondo Matteotti, arriverebbe senza alcuna reale intenzione di rivedere il progetto. «Ha detto che con calma verrà, bontà sua, con calma, ma che non cambierà idea», attacca Matteotti, riferendosi alla soluzione sostenuta dalla Provincia, quella che dalla Conca d’Oro arriverebbe verso la piana del Linfano. Parole forti, accompagnate da accuse altrettanto pesanti sul piano politico e istituzionale.
«Il Principe mette al loro posto i sindaci», scrive Matteotti, accusando Fugatti di voler imporre una scelta già definita senza un reale confronto con il territorio.
Nel mirino finiscono anche i numeri sugli investimenti provinciali annunciati per l’Alto Garda. Secondo Matteotti, il presidente della Provincia «snocciola cifre che arrivano fino a 430 milioni di euro», ma senza spiegare che si tratta di investimenti distribuiti nell’arco di decenni. Il consigliere cita in particolare i circa 180 milioni destinati alla Loppio-Busa, opera di cui «si parla da almeno trent’anni» e che, secondo lui, entrerà pienamente a regime soltanto tra molti anni. Per Matteotti non può essere «una differenza di 30 milioni di euro» a giustificare lo scarto della soluzione ritenuta tecnicamente migliore, cioè quella che dalla Conca d’Oro arriverebbe in prossimità dell’uscita della Loppio-Busa alla Maza.
«L’Alto Garda non merita davvero questo trattamento», afferma, sostenendo che la proposta della Provincia sarebbe «la meno efficace sul piano della mobilità e della difesa del territorio».
Ma il passaggio più politico arriva nel finale del comunicato, dove Matteotti lancia un appello diretto al presidente della Comunità Alto Garda e Ledro, Giuliano Marocchi.
L’invito è quello di convocare un’assemblea pubblica della Comunità di Valle aperta ai consigli comunali, alle categorie economiche, al mondo del volontariato e alle associazioni ambientaliste.
«Lo scopo è creare una occasione in cui tutte le forze vive della zona facciano sentire al principe che nell’Alto Garda non siamo sudditi», conclude Matteotti, chiedendo che le decisioni sul futuro del territorio vengano prese ascoltando realmente le comunità locali.
(n.f.)










