Ex Molino di Dro, Matteotti frena gli entusiasmi: “Bene il progetto, ma non basta”

L’ex residenza Molino di Dro si prepara a tornare a vivere e a ospitare nuovi servizi dedicati alla terza età, ma per il consigliere comunale di opposizione Lucio Matteotti il progetto, pur rappresentando un passo avanti importante, non può essere raccontato come un punto di arrivo.
In una nota diffusa il 29 aprile, l’ex candidato sindaco del PD Dro-Drena invita infatti a evitare toni trionfalistici e chiede una riflessione più ampia sul futuro dei servizi per gli anziani nel territorio.
“Dopo anni di annunci – scrive Matteotti – pare che finalmente si torna in quello stabile a fornire servizi alla persona. Bene, perché c’è un grande bisogno di servizi di questo tipo, che tengano conto dei bisogni abitativi e residenziali delle persone avanti con l’età”.
Il consigliere sottolinea positivamente il coinvolgimento della Comunità di Valle, dell’APSP, della cooperativa Arcobaleno e della Cassa Rurale, ritenendo fondamentale la collaborazione tra pubblico e privato sociale per costruire risposte nuove e più flessibili.
“Solo coinvolgendo più soggetti è possibile pensare a progetti innovativi, elastici, in grado di rispondere ai bisogni di una popolazione sempre più anziana e dunque sempre più fragile”.
Matteotti, forte della sua lunga esperienza come amministratore di case di riposo, ribadisce la necessità di superare il modello tradizionale centrato esclusivamente sulla RSA.
“Le case di riposo devono evolversi e mettersi in grado di erogare servizi nuovi e diversi rispetto alla sola residenzialità. È sempre più necessario pensare a forme di residenzialità leggera e diversificata che tengano il più possibile lontani gli anziani dalle case di riposo”.
Tuttavia, il progetto dell’ex Molino presenta anche alcune criticità che, secondo il consigliere, devono essere affrontate subito.
Il primo nodo riguarda i costi di gestione e il possibile impatto sulle rette.
“Per i servizi che l’APSP garantirà alla nuova struttura è previsto un potenziamento dell’organico oppure gli operatori, già oggi sottodimensionati, dovranno sobbarcarsi anche questo ulteriore carico di lavoro?” Il timore è che il nuovo servizio finisca per pesare economicamente sugli utenti o per compromettere la qualità dell’assistenza già erogata.
Un secondo problema riguarda la gestione degli ospiti nel caso di peggioramento delle condizioni di salute.
“Se le condizioni dell’ospite si dovessero aggravare, a chi toccherebbe l’assistenza? E il lungo periodo di attesa per essere ammessi in RSA come verrebbe gestito?”
Domande che, secondo Matteotti, devono trovare risposte chiare prima che il progetto entri pienamente a regime.
C’è poi il tema più ampio del futuro dell’intero edificio.
L’intervento annunciato riguarda infatti solo un piano su quattro dell’ex Molino. “Con l’apertura di questo primo servizio si fa un passo avanti, ma degli altri tre piani abbiamo qualche idea o qualche progetto? Pare di no”. Per il consigliere, la questione anziani resta molto più ampia e urgente: liste d’attesa per le RSA, assenza di servizi adeguati per le demenze, mancanza di un centro diurno Alzheimer e difficoltà di accesso alle cure croniche. “Sono centinaia le persone anziane in attesa di entrare in RSA e il sistema sanitario non riesce nemmeno a garantire la presenza dei medici di base”. Da qui la proposta finale: una conferenza territoriale sui problemi sociali legati alla terza età, coinvolgendo Comunità di Valle, Provincia e tutti i soggetti interessati.
“La Provincia continua a dire che ci sta coprendo di soldi. Ecco, proviamo a dire noi a cosa devono servire e a dettare noi le priorità”. (n.f.)









