Oltrezengol di Nago, allarme degli ambientalisti: “L’arrampicata minaccia specie protette”

Redazione20/03/20264min
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Un equilibrio fragile tra natura, storia e attività umane che rischia di rompersi. È l’allarme lanciato da diverse associazioni ambientaliste del territorio, che chiedono interventi urgenti per tutelare l’area di Oltrezengol Segrom, a Nago, sempre più esposta alla pressione dell’arrampicata sportiva.
A intervenire sono Sos Altissimo di Nago, WWF Trentino-Alto Adige Südtirol e Lipu di Trento, aderenti al coordinamento tutela ambientale Alto Garda e Ledro. Da anni, spiegano, segnalano una progressiva compromissione di questo angolo di territorio, caratterizzato da un paesaggio unico dove le falesie calcaree si intrecciano con la macchia mediterranea e con importanti testimonianze storiche, tra cui tracce della Via Claudia Augusta e resti della Prima guerra mondiale.

 

 

Ma è soprattutto il valore naturalistico a preoccupare. L’area ospita infatti la più grande colonia nidificante di rondone maggiore del Trentino, oltre a specie protette come falco pellegrino, nibbio bruno, gufo reale e picchio muraiolo. Un vero e proprio “condominio verticale”, come lo definiscono gli esperti, dove le pareti rocciose diventano habitat essenziali per la riproduzione dell’avifauna.
Secondo le associazioni, però, la crescente attività di arrampicata – con apertura di nuove vie, installazione di fix e presenza umana ravvicinata – sta mettendo seriamente a rischio questi equilibri, soprattutto durante il periodo di nidificazione tra primavera ed estate. Il disturbo può provocare l’abbandono dei nidi e compromettere la sopravvivenza dei piccoli.
Una situazione che, sottolineano, entra in contrasto con le direttive europee “Uccelli” e “Habitat” e con la normativa provinciale, che vietano il disturbo della fauna selvatica nei momenti più delicati, prevedendo anche sanzioni amministrative e penali.
Nel tempo è stato avviato un dialogo con alcuni arrampicatori, con l’obiettivo di trovare soluzioni condivise. Tra gli impegni presi, la rimozione delle corde fisse, considerate particolarmente pericolose per gli uccelli in volo. Tuttavia, denunciano le associazioni, tali accordi non sarebbero stati rispettati.
Anche i tentativi di sensibilizzazione sul campo hanno incontrato difficoltà: i cartelli informativi installati per segnalare la presenza di specie protette e le norme vigenti sono stati più volte rimossi o danneggiati.
Nel mirino anche l’azione dell’amministrazione comunale di Nago-Torbole. Secondo quanto riferito, il sindaco si sarebbe più volte detto disponibile a introdurre un’ordinanza di divieto o limitazione dell’arrampicata almeno nel periodo di nidificazione, ma a oggi – nonostante le segnalazioni attive da luglio 2024 – nessun provvedimento è stato adottato.
Non solo. Il Comune avrebbe respinto anche la proposta di avviare l’iter per l’istituzione di una Riserva Naturale Locale, ritenendo non sufficienti i presupposti. Una posizione contestata dalle associazioni, che richiamano i dati del Trentino Living Atlas: nell’area sono censite decine di specie, di cui almeno 19 protette dalla Direttiva Habitat.
Per rafforzare la richiesta, le organizzazioni hanno redatto una relazione tecnica dettagliata, con proposte concrete: un’ordinanza comunale che vieti l’arrampicata sulla falesia di Oltrezengol o, in alternativa, una chiusura stagionale; l’installazione di cartellonistica informativa; maggiori controlli; lo stop a disboscamenti e nuove chiodature; la rimozione delle corde fisse e, soprattutto, l’avvio del percorso per istituire una riserva naturale.
Accanto alla denuncia, anche iniziative di sensibilizzazione.
Sabato 21 marzo è prevista un’escursione guidata nell’area, con il naturalista Alessandro Marsilli, Sergio Merz della Lipu e Aaron Iemma del WWF, per far conoscere da vicino il valore di questo ecosistema. «Oltrezengol è un dono fragile», ribadiscono le associazioni. Un patrimonio da proteggere prima che sia troppo tardi. (n.f.)