102 anni e una vita allo stadio: Arco festeggia Palmina Dellana

Redazione16/03/20265min
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Ha spento 102 candeline il 14 marzo Palmina Dellana di Arco, festeggiata dall’affetto dei figli, dei nipoti e dei pronipoti. Un traguardo straordinario celebrato anche dall’Amministrazione comunale: su incarico della sindaca Arianna Fiorio il consigliere Ivo Tamburini, amico di famiglia, le ha fatto visita portandole gli auguri ufficiali del Comune e un omaggio floreale molto gradito.
Palmina è nata nel Lomaso, a Poia, e nel 1947 si è sposata ad Arco con Lino Bombardelli, detto “Braila”. Proprio ad Arco ha iniziato un lungo capitolo della sua vita legato al mondo dello sport e, in particolare, al calcio. Il marito era economo e responsabile del campo sportivo cittadino di via Pomerio: si occupava delle segnature con la calce e del taglio dell’erba. Palmina, fin da subito, si è messa a disposizione della società sportiva Olivo svolgendo il ruolo di guardarobiera e molto altro ancora. Erano anni in cui si rammendavano le maglie dei giocatori: lei le portava a casa sulla sua inseparabile bicicletta, le lavava, le sistemava e le riportava pronte per la partita successiva.
Gli spogliatoi si trovavano sotto la tribuna del vecchio campo. Qui Palmina accendeva la caldaia per l’acqua delle docce e preparava anche la stufetta nello stanzino dell’arbitro. Aveva un’attenzione speciale per i giocatori, sia dell’Olivo che dell’Olimpia: si prendeva cura di loro quando si facevano male o quando il freddo e la pioggia rendevano più dure le giornate di allenamento. Con i ragazzi più giovani dispensava consigli e incoraggiamenti, quasi fosse una seconda mamma.

 

La sua presenza era costante: la domenica durante le partite e durante la settimana agli allenamenti. Con il passare degli anni arrivarono gli spogliatoi nuovi e anche il salto di categoria della squadra dell’Olivo che approdò in serie D. Il lavoro però non diminuì: maglie, scarpe, asciugamani, spogliatoi e uffici da mantenere sempre in ordine. Spesso gli allenatori le affidavano anche i propri vestiti civili da lavare e sistemare. Con il tempo arrivarono anche lavatrici e asciugatrici, ma l’impegno rimase comunque notevole.
Palmina ricorda ancora con affetto l’ambiente di quegli anni: serio, sereno e rispettoso. I giocatori la consideravano un punto di riferimento, tanto che a volte le chiedevano consigli non solo per lo sport ma anche per questioni di vita, perfino per qualche crisi sentimentale.
In quegli anni gestì anche il bar del campo sportivo, sempre affollato durante le partite: bibite, tè caldo, vin brulè, panini e patatine per tifosi e giocatori.
Tra i ricordi più belli ne conserva uno speciale: quando Titta Rota, allora allenatore dell’Atalanta, andò appositamente a salutarla portandole un mazzo di fiori per ringraziarla di ciò che aveva fatto per lui.
Nel 1977 Palmina lasciò il suo incarico dopo trent’anni trascorsi tra i giovani e il campo da gioco. Un’esperienza che le è rimasta nel cuore.
Ancora oggi, a 102 anni, lo sport continua a far parte della sua vita: segue con passione alla televisione non solo il calcio, ma anche sci, pallavolo, ciclismo e atletica. E non rinuncia a tenersi in movimento: passeggia ogni giorno e usa la cyclette, una routine che le ha permesso di arrivare a questa età senza assumere farmaci.
Quando incontra i vecchi giocatori riceve sempre un saluto affettuoso. E allora i discorsi tornano inevitabilmente a quei giorni lontani, tra il profumo dell’erba del campo e i ricordi di una vita trascorsa accanto allo sport.