Dispersione scolastica e giovani NEET: i risultati della ricerca sull’Alto Garda e Ledro

Redazione28/02/20262min
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Sono stati presentati i principali risultati della ricerca-intervento dedicata ai fenomeni della dispersione scolastica e della condizione dei giovani NEET (Not in Education, Employment or Training), realizzata nel corso del 2024–2025 nell’area dell’Alto Garda e Ledro. All’incontro è intervenuto l’assessore provinciale all’istruzione, cultura, per i giovani e per le pari opportunità Francesca Gerosa, che ha sottolineato l’importanza di un’azione condivisa tra scuola, istituzioni e territorio per intercettare precocemente le situazioni di fragilità e accompagnare i giovani nei passaggi più delicati verso l’età adulta. “Sebbene il Trentino si distingua positivamente ponendosi già al di sotto dell’obiettivo europeo 2030 del 9% per quanto riguarda l’abbandono precoce dei percorsi di istruzione e formazione, non possiamo permetterci di abbassare la guardia. Contrastare la dispersione scolastica e accompagnare i ragazzi nei momenti di transizione significa non lasciare indietro nessuno e costruire, insieme, un futuro più solido per l’intera comunità trentina”.

 

Qui la sintesi della ricerca: Sintesi_ricerca_

Lo studio, promosso dall’Assessorato all’istruzione, dal Dipartimento Istruzione e cultura PAT e dal Comitato tecnico-scientifico di IPRASE nasce con l’obiettivo di comprendere più a fondo le dinamiche educative, sociali e personali che accompagnano le transizioni dei giovani verso l’età adulta e di individuare possibili azioni di prevenzione e contrasto delle situazioni di difficoltà che possono affliggere il mondo giovanile.
La ricerca ha coinvolto quasi 1.900 studenti tra i 14 e i 19 anni e 80 giovani tra i 19 e i 24 anni, combinando analisi quantitative e qualitative per andare oltre le sole statistiche. Si tratta di un passo importante per comprendere più in profondità i percorsi giovanili e contribuire alla costruzione di un sistema educativo e sociale sempre più inclusivo, capace di intercettare precocemente le fragilità e valorizzare il potenziale delle nuove generazioni.